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Frattini: "Cerchiamo una intesa con Bucarest: in Romania i condannati per reati in Italia"

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Frattini: "Cerchiamo una intesa con Bucarest: in Romania i condannati per reati in Italia"

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Roma punta ad un accordo bilaterale con Bucarest per anticipare l’applicazione della direttiva che consente ai cittadini rumeni condannati in Italia di espiare la pena nel loro paese d’origine. Lo ha confermato Franco Frattini, ministro degli Esteri italiano, in questa intervista a euronews, nel corso della quale ha parlato anche di crisi finanziaria, Iran e Afghanistan.

euronews. Franco Frattini, ministro degli Esteri italiano, benvenuto su euronews. Dunque c‘è un problema per l’Unione europea, grave, ed è la crisi finanziaria la crisi economica, che sembra stia diventando ancora piu grave coi problemi che ci sono all’Est, cioè nei paesi dell’Europa centrale e orientale, che sono a rischio default. Come l’Italia in quanto stato membro dell’Unione europea e presidente del G7 pensa che si possa risolvere questo problema? Frattini. In primo luogo il G7 finanziario che si è già riunito a Roma qualche settimana fa, ha adottato un principio importante, quello di avere regole globali applicabili a tutti gli attori, europei e non europei, e queste regole devono essere la base per interventi anche di urgenza, come ad esempio quelli di sostegno al sistema bancario. Questa è una prima decisione importante, che poi, io mi auguro, sarà confermata dal vertice del G20, che sarà un vertice economico che si svolgerà a Londra. euronews. C‘è un problema pratico: come frenare il flusso di capitali che fuggono dai paesi dell’Europa centrale e orientale, dagli ex paesi comunisti per intenderci, addirittura sono stati minacciati nelle settimane scorse da un “rischio protezionismo”… Frattini. E’ vero, noi non dobbiamo cadere nel rischio del protezionismo che sarebbe altrettanto sbagliato, e poi non è la ricetta per uscire dalla crisi. Abbiamo detto ad esempio che l’Europa è pronta, con quelli che si chiamano Eurobond, a garantire una sostenibilità degli investimenti che da soli gli stati non potrebbero sostenere… euronews. In buona sostanza ci sono dei soldi, la quantità di denaro richiesta dai paesi dell’Europa centrale e orientale o no? Frattini. Ci sono, credo, le possibilità di garantire, con gli strumenti dell’Europa, che questi paesi non falliranno. Noi non siamo in grado di erogare denaro ma siamo in grado di erogare garanzie, ed erogare garanzie vuol dire dare fiducia. euronews. Sappiamo che ci sono state tensioni verbali, chiamamole così, che cosa l’Italia e la Romania possono fare per frenare questo tipo di sfiducia crescente? Frattini. Abbiamo in Italia circa un milione di rumeni. Di questo milione di rumeni, tremila sono in carcere con una condanna passata in giudicato. Questi crediamo sia giusto che scontino il carcere nel loro paese, proprio perché la Romania è un paese d’Europa, e il carcere rumeno è un carcere europeo. Poi ce ne sono altre migliaia di rumeni che hanno commesso reati orribili: hanno stuprato, hanno rapinato, hanno ucciso, e queste persone saranno giudicate dalla giustizia italiana. Poi ce ne sono 950.000 che vivono in Italia rispettando la legge: noi questi li accogliamo e vogliamo che stiano da noi. euronews. E’ possibile, secondo il diritto europeo, secondo il diritto internazionale, far scontare la pena a chi commette un delitto in Italia, fargliela scontare nel suo paese d’origine? Perchè secondo il diritto europeo c‘è una possibilità di scelta del condannato… Frattini. Assolutamente no, in alcuni casi. E’ una proposta che io presentai nell’ormai lontano 2006 e che oggi è stata adottata. Entrerà in vigore, questi sono i tempi tecnici, nel 2010. Questa direttiva stabilisce con chiarezza che quando il condannato aveva prima di commettere il reato la residenza in un paese europeo non ha scelta: deve andare a scontare nel carcere di quel paese. Noi chiediamo alla Romania di anticipare, con un accordo bilaterale, politico, l’applicazione di quella che sarà tra breve un obbligo costituzionale europeo. euronews. Veniamo appunto all’Afghanistan. Che cosa avete offerto di interessante, per gli americani? Frattini. Noi siamo già come Italia il terzo paese contributore della Nato. Siamo anche disponibili a una ulteriore flessibilità di impiego delle nostre truppe, che non vuol dire cambiare la dislocazione regionale. Noi faremo di più: affronteremo il tema politico, perchè la dimensione politica di Afghanistan e Pakistan conta nel medio termine, nel lungo termine, più del solo impegno militare. E qui l’amministrazione Obama è molto interessata, e noi ne faremo oggetto di una conferenza internazionale che come presidenza G8 allargheremo ai paesi che non sono G8 ma sono grandi attori regionali, e valuteremo insieme all’amministrazione americana in che modo coinvolgere l’Iran. Questa ovviamente è una novità politica di prima grandezza perché l’Iran è lì ed è un grande attore regionale, avendo tra l’altro centinaia di chilometri di frontiera proprio con la provincia di Herat. euronews. Avete appoggio, avete ricevuto appoggio sulla questione afghana e sulla questione iraniana da parte dei partners europei… ci si lamenta spesso dicendo però qua si vede una politica estera soprattutto quando si parla di questa parte di mondo, una politica estera molto individuale… Frattini. I colleghi europei principali, quelli che hanno il maggiore impegno in Afghanistan, concordano su queste linee che saranno l’oggetto della conferenza G8 che noi faremo a Trieste. euronews. E per l’appunto, l’Iran è una sfida diplomatica e politica notevole, per l’occidente e soprattutto per l’Unione europea: sembra che l’Iran non abbia rinunciato ai suoi propositi nucleari. Eppure il linguaggio da parte dell’Occidente, deegli Stati Uniti e dell’Europa, è cambiato totalmente… Frattini. Questa non è un’offerta in bianco, un assegno in bianco all’Iran, é un dialogo negoziale. Io ne parlerò ovviamente con l’amministrazione americana, ne ho parlato con il mio collega ministro degli Esteri dell’Iran, che rifletterà seriamente. Questo approccio da parte di un paese che ha la presidenza del G8 è certamente un fatto politico nuovo. euronews. Questo cambiamento di atteggiamento nei confronti dell’Iran non rientra anche un po’ con il fatto che tutto sommato gli Stati Uniti dell’amministrazione Obama vogliono essere un po’ più indipendenti rispetto alla relazione profonda, bilaterale, con Israele? Frattini. Io credo che tentare di farlo è nell’interesse anche degli amici israeliani che si sentono intimoriti dalla proliferazione nucleare iraniana e noi dobbiamo rassicurarli.