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Berlino, linea comune dell'Europa contro la crisi

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Berlino, linea comune dell'Europa contro la crisi

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Rifondare il mercato con regole trasparenti, non cedere al protezionismo, inseguire uno sviluppo sostenibile.

L’Europa parla all’unisono dal vertice di Berlino dove si sono riuniti i Paesi europei del G20. Vertice voluto dal Cancelliere tedesco Angela Merkel in vista del summit che si terrà a Londra in aprile. La prima constatazione condivisa: le azioni intraprese finora non hanno funzionato. “La crisi finanziaria non è finita” dice il Presidente dell’Eurogruppo Jean-Claude Juncker “e la crisi economica si aggrava. E’ dunque necessario un intervento europeo. Riusciremo ad essere efficaci soltanto agendo in maniera coordinata”. Il cuore della strategia: non lasciare che nulla, nel mercato che pure deve essere libero, possa eludere i controlli. Lo ha sottolineato il Cancelliere Merkel: “Ci impegnamo affinchè i mercati finanziari, i soggetti, i prodotti – compresi gli ‘hedge founds’, i fondi ad alto rischio – siano sottoposti a supervisione e rispettino regole chiare”. Infine ciò che bisogna evitare: che le economie nazionali si chiudano su sè stesse. Il Presidente del Consiglio italiano Silvio Berlusconi: “Siamo in totale accordo sul bisogno di una risposta coordinata. E non dobbiamo cedere al rischio del protezionismo”. Una ricetta che necessiterà, oltre che della condivisione delle grandi economie di Stati Uniti e Cina in primis, anche di strumenti adeguati. A Berlino si è insistito sulla rinnovata centralità che dovrà avere l’Fmi. Dotato di fondi adeguati. Resta da vedere come trovare la quadratura fra la lotta al protezionismo e gli interventi, ad esempio a favore dell’industrie dell’auto, già decisi da Parigi, Madrid, Roma.