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Israele, il falco Netanyahu, premier incaricato, suscita timori e diffidenze nei palestinesi

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Israele, il falco Netanyahu, premier incaricato, suscita timori e diffidenze nei palestinesi

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Le difficili trattative israeliane per la formazione di una nuova coalizione di governo vengono seguite con naturale apprensione dal mondo palestinese.

Al leader del Likud, Netanyahu, il compito, da venerdì, di formare l’esecutivo, nel quale egli vorrebbe lo schieramento di centro, Kadima, e il Partito Laburista. Un governo allargato che tenga fuori i partiti più oltranzisti: ma la leader di Kadima, Livni, è riluttante a non giocare un ruolo di primissimo piano e punta i piedi. E’ il suo partito ad aver vinto di fatto le elezioni, conquistando 28 seggi, contro i 27 del Likud. Netanyahu ha ora sei settimane per convincere i suoi interlocutori. E domenica dovrebbe incontrare la Livni. Le relazioni israelo-palestinesi sono un punto decisivo della trattativa. “La presenza di Netanyahu mostra che la politica di israele sta andando di male in peggio, sempre piu’ pericolosa ed estremista – dice un portavoce di Hamas -. Tutto questo non indica la possibilità che ci siano nella regione sicurezza o stabilità nel prossimo futuro.” Anche a Ramallah, nel quartier generale dell’Autorità Nazioanle Palestinese, c‘è preoccupazione. Il leader del Likud Netanyahu, considerato un falco, non rassicura. “Non vogliamo negoziare tanto per farlo – dice il capo negoziatore palestinese, Erakat -. Non tratteremo con un governo israeliano che continua le attività degli insediamenti, che rifiuta la soluzione a due Stati e che non riconosce gli accordi già siglati.” E ieri ieri, nella West Bank, si sono avute dimostrazioni palestinesi, con scontri, contro la costruzione della barriera di separazione voluta da Israele.