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Svizzera, sotto accusa dagli Usa il segreto bancario

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Svizzera, sotto accusa dagli Usa il segreto bancario

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Vacilla il proverbiale segreto delle banche svizzere, sotto attacco dall’amministrazione Obama. In un processo che si sta tenendo a Miami, il ministero della Giustizia americano ha chiamato in causa 52 mila cittadini statunitensi, sospetti evasori fiscali tramite il gigante bancario svizzero UBS.

E in un primo accordo, mercoledi’, UBS ha accettato di rendere accessibili da 250 a 300 conti. “Il segreto bancario rimane attivo, protegge la sfera privata ma non le frodi fiscali”, si è affrettato a precisare il presidente della Confederazione Elvetica, che è anche ministro delle Finanze. Ma gli inquirenti statunitensi non si accontentano di qualche centinaio di accessi: dato il numero tanto rilevante di conti sospetti, che potrebbero nascondere quasi 15 milardi di dollari. Nell’occhio del ciclone l’autorità svizzera dei servizi bancari. “Abbiamo deciso di rivelare l’identità di alcuni conti perche’ la reputazione della banca UBS era in pericolo: è un istituto centrale per il sistema, è la base della finanza e dell’economia svizzere”, afferma Eugen Haltiner, presidente della Swiss Federal Banking Commission Molti clienti delle banche elvetiche sono spaventati da questa rimozione, pur circostanziale, del segreto: già sono partite azioni legali contro la violazione della riservatezza, pilastro della ricchezza elvetica, garantito da una legge che risale a 75 anni fa.