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Svizzera, nel ciclone il segreto bancario

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Svizzera, nel ciclone il segreto bancario

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Continua il braccio di ferro tra il governo degli Stati Uniti ed il gigante bancario svizzero UBS. Washington punta ad ottenere la caduta del segreto bancario per altri cinquantaduemila casi, dopo l’accordo raggiunto con le istituzioni elvetiche perché cio’ avvenisse sui conti di duecentocinquanta evasori statunitensi conclamati. Un richiesta clamorosa che ha scatenato il dibattito a livello politico.
 
“D’ora in avanti si saprà che basterà fare delle pressioni per ottenere qualcosa dalla svizzera- ha detto Yvan Perrin, presidente della destra populista-è questo il messaggio disastroso che viene dato. E per questo pagheremo presto un prezzo molto alto: coloro che hanno depositi da noi se ne andranno”.
 
“Il consiglio federale ed il mondo finanziarie hanno una grande responsabilità- ribatte Christian Levrat, Presidente del Partito socialista svizzero- si sono rifiutati finora di aprire il confronto sui limiti del segreto bancario ed oggi ci troviamo in questa situazione”.
 
Troppo attendista nell’affrontare il problema e subito pronto a concedere tutto, il governo elvetico è al centro delle polemiche.
 
Fulvio Pelli, Presidente del Partito radicale: “Il segreto bancario dipende da noi, se noi vogliamo che questa istituzione del nostro  sistema finanziario resti, essa resterà”.
 
La breccia aperta da Washington rappresenta per i sostenitori di una revisione dell’istituto, un precedente per utile alla sua rifondazione.
 
 Ueli Leuenberger, Presidente dei Verdi: “Il segreto non puo’ essere mantenuto per proteggere azioni immorali ed in certi casi criminali”
 
 La contesa è seguita con il fiato sospeso dalla schiera di paesi che da tempo attendono dalla Svizzera il via libera per rintracciare il denaro off shore dei propri evasori.