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E' trascorso un anno da quando Hashim Thaci è diventato primo Primo Ministro del Kosovo indipendente

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E' trascorso un anno da quando Hashim Thaci è diventato primo Primo Ministro del Kosovo indipendente

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Dieci anni dopo una sanguinosa guerra, e una campagna di bombardamenti NATO per proteggere la popolazione a maggioranza albanese dalla pulizia etnica serba, le forze di pace sono ancora nel paese. La rottura unilaterale non è stata accetata dai serbi kosovari che vivono soprattutto nel nord. E ancora oggi la tensione è alta. Per Belgrado la dichiarazione unilaterale di indipendenza è illegale. Ma il Primo Ministro è ottimista.

euronews : A un anno dall’indipendenza, il Kosovo è riconosciuto da molti paesi, ma non da tutti. Esiste una zona nel nord del paese che si rifiuta di dialogare con voi. Dipendete ancora molto dalle organizzazioni internazionali. Come vede il primo anno di indipendenza del Kosovo? Hashim Thaci: Il primo anno del Kosovo come stato indipendente, sovrano e democratico è stato un anno di successi storici. La decisione del Kosovo di diventare uno stato ha portato un clima di maggiore pace, stabilità e cooperazione nella regione e ha aperto delle prospettive in Europa. Il nostro stato ha creato i propri simboli nazionali, in cui si identificano tutti i cittadini. Abbiamo creato un ambiente democratico con una società multietnica. euronews: Primo ministro, che cosa succederà nel nord del Kosovo, zona prevalentemente a maggioranza serba. Non riconoscono il suo governo. Sembrano ignorarvi. Come finirà il conflitto? Hashim Thaci: Il futuro di Mitrovica è il futuro del Kosovo. Ci sono ancora alcune voci estremiste, ma non sono rappresentative della popolazione serba. I Serbi rientrano nella tutela delle nostre istituzioni. Sul territorio ora abbiamo la presenza dell’EULEX e il governo di Pristina si sta gradualmente affermando nel nord. Così non ci sarà spazio per strutture parallele, illegittime e estremiste, ma solo per l’applicazione della legge. In questo contesto, credo che nel 2009 ci sarà un ulteriore riconoscimento internazionale da parte di altri paesi, anche della vicina Serbia. Il Kosovo è pronto ad aprire un’ambasciata a Belgrado, e mi piacerebbe che anche Belgrado pensasse ad aprirne una sua a Pristina, per chiudere finalmente il capitolo del conflitto tra Serbia e Kosovo per riportare la pace nella regione.

euronews: Immagino che il governo di Belgrado, in questo periodo, veda la situazione in modo diverso. Quanto è realistica la probabilità di stabilire relazioni diplomatiche, dato che la Serbia non riconosce il Kosovo come paese indipendente?

Hashim Thaci: Il mutuo riconoscimento tra Serbia e Kosovo come due stati indipendenti è la strada più realistica. La classe politica serba sta pensando di riconoscere l’indipendenza del Kosovo, ma è ancora ostaggio della mentalità anti-albanese, vecchio retaggio del passato. Belgrado è consapevole di dover riconoscere l’indipendenza e la sovranità del Kosovo, c‘è solo bisogno di una decisione politica in merito.

euronews: Immagino che il confronto tra l’attuale governo e quello di Slobodan Milosevic non la metta in buona luce oggi agli occhi delle autorità.

Hashim Thaci: Non sto facendo un confronto tra le autorità di oggi e quelle dei tempi di Milosevic, ma nei confronti del Kosovo hanno un atteggiamento aggressivo, di interferenza nella sovranità del mio paese, come ai tempi di Milosevic. Slobodan Milosevic ha compiuto un genocidio in Kosovo, gli attuali leader di Belgrado mostrano, ogni giorno, l’intenzione di violare l’integrità politica e territoriale del mio paese.

euronews: Volete aderire all’Unione Europea?

Hashim Thaci: Senza alcun dubbio, il futuro del Kosovo è sicuramente in Europa, stiamo introducendo le norme democratiche, politiche, legislative ed economiche. L’anno scorso abbiamo avuto la relazione della Commissione europea sui progressi compiuti in Kosovo, per quest’anno attendiamo i risultati di uno studio che speriamo dia esito positivo sul lavoro svolto. Il Kosovo, così come gli altri paesi della regione, potrà entrare a far parte dell’Unione europea e della NATO. Abbiamo un futuro certo in Europa. Infine, la Serbia e il Kosovo non sono né i primi né gli ultimi paesi che siedono a un tavolo per discutere insieme di problemi e per definire dei valori comuni, pur avendo, prima, combattuto una guerra. Oggi ci sono paesi che si trovano nella stessa famiglia europea, ma che in passato hanno combattuto conflitti ancora più gravi, eppure ora lavorano insieme per questi valori universali.

euronews: Alla luce della crisi economica attuale, quali sono gli effetti che il disastro finanziario mondiale ha prodotto sull’economia del Kosovo che già prima soffriva una condizione di precarietà?

Hashim Thaci: Nonostante la crisi mondiale dell’anno scorso, abbiamo registrato una crescita del 6%. Ma non possiamo dire che la crisi globale non avrà delle ripercussioni in Kosovo, in particolare per le ingenti perdite di denaro. Questo può avere ripercussioni sulla comunità kossovara all’estero, che investe ingenti somme di denaro nel paese, benchè, tuttavia, il settore bancario sia relativamente stabile.

euronews: Infine, signor Primo Ministro, dieci anni fa lei indossava un’uniforme militare. Ora è il primo ministro del suo nuovo paese. Come vede il futuro nei prossimi dieci anni?

Hashim Thaci: Sono stato primo ministro durante gli attacchi aerei della NATO, quando abbiamo vinto la guerra. Sono stato e sono primo ministro dal momento in cui il Kosovo è stato dichiarato paese indipendente, sovrano e democratico. Sono avvenuti enormi cambiamenti. Non è facile per un paese, nel corso di dieci anni, vincere la guerra per la libertà, avere successo nel processo di transizione democratica, dichiarare la propria indipendenza, vedere nuovi riconoscimenti e aprire le prospettive per l’integrazione nella NATO e nell’Unione Europea.