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Cambogia, martedi' processo a un esponente dei khmer rossi


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Cambogia, martedi' processo a un esponente dei khmer rossi

Trent’anni dopo la caduta dei Khmer rossi il dramma cambogiano resta una ferita aperta che continua a sanguinare. Mentre si avvicina il giorno del primo processo a carico di uno degli esponenti del regime accustao di crimini di guerra e contro l’umanità. L’ex leader, 66 anni, verrà ascoltato per la prima volta in tribunale il 17 febbario. Sul suo capo pende l’accusa di aver diretto la prigione S-21 nel quadriennio tra il 1975 e il 1979, il carcere dove morirono piu’ di 17 mila cambogiani e furono compiuti ogni tipo di crimini.

Sono sette i sopravvissuti al massacro, e tutti esigono giustizia: “Voglio chiedere al accusato il motivo che lo ha spinto a torturare o uccidere tante persone, e che cosa ho fatto per essere torturato da lui proprio qui – dice un sopravvissuto al massacro – I miei figli e mia moglie sono stati tutti uccisi”. L’ex capo sarà il primo dei cinque leader del vecchio regime ad essere processato. I superstiti sperano di poter mettere presto la parola fine a un triste capitolo della storia. Anche se per molti resta lo spettro della manipolazione visto che alcuni degli esponenti di secondo grado dei khmer rossi hanno un ruolo attivo nella vita politica della Cambogia.
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