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Roma, fra G7 e sciopero generale, la crisi tema centrale

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Roma, fra G7 e sciopero generale, la crisi tema centrale

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La crisi non ha ancora colpito l’economia globale. Il peggio deve ancora venire. La cupa previsione dell’Fmi pesa sul vertice dei Grandi Sette che si svolge a Roma oggi e domani. Un G7 sette che molti considerano inadeguato a risolvere la crisi globale e che tuttavia tenterà di trovare una linea comune per affrontare la recessione da cui nessuno è più indenne. I responsabili delle Finanze e i Presidenti delle banche centrali hanno il difficile compito di provare a smentire le previsioni degli esperti: “I problemi del mondo non posso più essere risolti da un g sette o da un g otto. Ci vogliono programnmi più ambiziosi che tengano conto del ruolo fondamentale delle economie emergenti”.

Un meeting che coincide con lo sciopero generale indetto da Cgil, Fiom e Funzione Pubblica. Le strade di Roma son state invase da 700.000 persone, secondo gli organizzatori; 50.000 secondo la procura. “Quello che manca è una politica strategica comune che eviti il rischio di protezionismo” dice Gianni Rinaldini, Segretario Generale Fiom. “Significherebbe una guerra totale fra i singoli Paesi e a farne le spese sarebbero, come sempre, i lavoratori”. “Il motore dell’economia è il consumo” dice un partecipante allo siopero. “Come si può pensare di rilanciare l’economia se la gente non arriva alla terza o quarta settimana del mese? Se la gente non ha il rinnovo del contratto? Se la gente perde il posto?” In piazza, oltre alla protesta contro la politica economica del governo, la volontà di difendere la Costituzione dopo il duro scontro fra il Presidente del Consiglio e il Capo dello Stato.