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Elezioni israeliani: alleanze possibili

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Elezioni israeliani: alleanze possibili

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E’ il valzer delle auto tra Gerusalemme e Tel Aviv: in queste ore i negoziati si susseguono, alleanze si accennano e subito si sciolgono mentre gli analisti ipotizzano vari scenari e coalizioni.

Una possibilità vede Netanyahu premier; a lui si assocerebbe Kadima della Livni: un’ipotesi che non ha precedenti nella storia di Israele perché vedrebbe il partito vincitore piegarsi alla volontà del secondo arrivato. “Ci andrebbe benissimo una grande coalizione, dice Silvan Shalom, deputato del Likud, ma, come si suol dire, il tango si balla in due. Se loro acconsentiranno a allearsi con noi e accetteranno le nostre condizioni, sono piu’ che ben venuti.” Si tratterebbe di una coalizione delle larghe intese, che includerebbe anche i laburisti di Barak. Un’altra ipotesi vede Likud, piu’ Israel Beitenu di Lieberman, piu’ i religiosi, ma non solo gli 11 seggi dello Shas. Il piu’ corteggiato è comunque Avigdor Lieberman coi suoi 15 seggi: lo vuole Netanyahu, e lo ha già contattato la Livni, anche se lui ha ammesso che la sua collocazione piu’ naturale sarebbe con la destra di Bibi. Quanto allo Shas, il maggior partito religioso, a queste elezioni si è visto sottrarre il ruolo di ago della bilancia: ha un seggio in meno del 2006, probabile che confluisca nella coalizione piu’ a destra. Ehud Barak, col suo Avodà, il partito laburista, ha registrato un risultato estremamente deludente; ha già detto di preferire un periodo di riflessione all’opposizione, anche se un suo coinvolgimento in un governo di unità nazionale non è del tutto escluso.