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Israele rinnova il parlamento. Sarà testa a testa tra la destra e l'ultradestra

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Israele rinnova il parlamento. Sarà testa a testa tra la destra e l'ultradestra

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Si annuncia un serrato testa a testa tra il centro-destra e la destra estrema, alle elezioni di oggi in Israele. Sui circa cinque milioni di elettori pesa l’eco della guerra di Gaza, che secondo i sondaggi ha fatto lievitare i consensi per i gruppi più radicali.

A raccoglierne i frutti potrebbe essere il leader del Likud, Benjamin Netanyahu, contrario alle trattative coi palestinesi. L’ex primo ministro, che propone di abbandonare la strada dei negoziati, viene da più parti dato per favorito, ma deve vedersela con la crescente popolarità dell’attuale ministro degli Esteri, Tzipi Livni. L’ex agente segreto passata alla politica ha ricevuto anche il sostegno del quotidiano progressista Haaretz, motivato con l’intenzione della Livni di non liquidare il processo di pace coi palestinesi. Magre le prospettive per i laburisti di Ehud Barak, ministro della Difesa uscente, che si avviano al ruolo di quarta forza. Un ruolo che tuttavia potrebbe condizionare gli scenari nel caso molto probabile di un governo di coalizione. Sorprese infine, secondo i sondaggi e gli esperti, potrebbero arrivare dai risultati dell’ultradestra di Avigdor Liebermann, teorizzatore di una separazione definitiva dai palestinesi.