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Israele al voto tra crisi economica e processo in MO. Favorita la destra di Netanyahu.

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Israele al voto tra crisi economica e processo in MO. Favorita la destra di Netanyahu.

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L’hanno già definito l’Election Day piu’ incerto ma anche cruciale della storia di Israele. Cinque milioni e 200mila israeliani oggi sono chiamati alle urne per le elezioni che si prospettano come le piu’ a destra, elezioni che potrebbero pero’ anche ridisegnare la geografia politica del Paese e incidere sul processo di pace in Medio Oriente.

La sfida principale è tra la candidata del partito centrista Kadima, Tzipi Livni e Benyamin Netanyahu, leader del Likud, la destra nazionalista. Il favorito resta Netanyahu che promette il pugno di ferro con Hamas, e l’Iran e un dialogo piu’ forte con la nuova presidenza americana. Vittoria pero’ tutt’altro che scontata. Con il passare delle ore conquista punti e punti Tzipi Livni, ministro degli esteri uscente che gioca la carta dell’unica donna nel panorama politico israeliano. Parla di un futuro di pace, cerca l’appoggio dei giovani, e strappa il consenso del premier uscente Olmert. Strappa consensi anche l’ultranazionalista Avi Lieberman, l’ago della bilancia di qualsiasi coalizione di governo. Chiunque sarà il vincitore non avrà vita semplice: tanti i problemi da risolvere: crisi economica, processo di pace e ricostruzione della Striscia di Gaza.