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L'outsider del voto in Israele: Avigdor Liberman

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L'outsider del voto in Israele: Avigdor Liberman

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Piu’ di un milione di russi sono emigrati nella Terra Promessa negli ultimi decenni. Molti hanno trovato un leader in Avigdor Liberman, alla testa del partito “Israele Casa Nostra”, Israel Beitenu, creato nel 1999. E’ l’uomo forte che tanti sognano, colui che promette di restituire lo Stato ebraico agli ebrei, fuori gli altri.

Cinquant’anni, di origine moldava, transfuga del Likud di Netanyahu, si esprime in ebraico con forte accento russo. Eppure oggi un terzo del suo elettorato potenziale è costituito da israeliani nati in Israele. Per lui la chiave del suo successo è evidente: “Cerco di dire chiaramente quello che penso, e la gente apprezza la mia schiettezza.” Il suo slogan non lascia spazio a equivoci: “Niente lealtà, niente cittadinanza”, ossia chi non sostiene la lotta al terrorismo lasci il paese – l’idea sottintesa è che gli arabi israeliani, il 20% della popolazione, parteggino piu’ per Hamas che per lo Stato ebraico. Da qui la linea dura nei confronti dei palestinesi. Per Uzi Landau, numero due del partito, Liberman rispecchia la volontà di tanti israeliani. “La gente, di destra come di sinistra, dice, si rivolge a noi solo perché noi diciamo, senza scusarci o a mezza voce, quel che tutti realmente pensano, cioè che abbiamo fatto pochi passi avanti nella convivenza col nemico dentro il nostro stato.” L’obiettivo del partito è di arrivare a una separazione tra ebrei ed arabi, con scambio di territori tra le zone abitate da arabi israeliani e le colonie di ebrei in Cisgiordania. Lieberman è convinto che non ci sarà la pace sinché i due popoli continueranno a vivere l’uno a fianco all’altro. Per il professor Yaron Ezrahi, politologo dell’Università Ebraica di Gerusalemme, “Lieberman è a capo di un partito fascista, che ha dei principi e un programma che fanno leva sul razzismo e la paura, e sulla lacerazione tra israeliani e arabi. Per questo pretende un giuramento di lealtà che escluderà milioni di cittadini israeliani.” Estremista, ultra nazionalista, fascista, razzista, le critiche non si contano, ma “Israele Casa Nostra” potrebbe diventare la terza forza politica del Paese – a Liberman è già stato promesso un ministero di quelli che contano.