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Israele verso la svolta a destra

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Israele verso la svolta a destra

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Tutta la rabbia che i laburisti hanno gridato nelle manifestazioni di questi giorni contro Kadima non basterà a spostare a sinistra il risultato delle elezioni di domani in Israele. E il partito di Ehud Barak e quello centrista del premier uscente Ehud Olmert sembrano destinati a condividere, anche se in misura diversa, la sconfitta.

L’ormai decaduto Olmert per la prima volta ha annunciato, a denti stretti, di appoggiare colei che l’ha rimpiazzato alla guida del partito. “Non penso che vi sorprenderò – ha detto in un incontro a Tel Aviv – se vi dico che appoggio Tzipi Livni e che mi auguro che sia lei il prossimo premier di Israele”. Tzipi Livni, ministro degli esteri, la donna di ghiaccio che sta cercando di addolcirsi il look, non è riuscita, nonostante l’offensiva a Gaza, a risollevare le sorti del partito e della coalizione. I sondaggi danno favorito il Likud di Benyamin Netanyahu, partito di centro-destra, che però nelle ultime settimane si è visto rosicchiare voti dall’ultranazionalista Avigdor Liebermann, ormai terzo nei sondaggi, dietro Kadima e davanti ai laburisti. “Nelle ultime 24 ore un razzo Qassam ha colpito la città di Sderot – ha tuonato Netanyahu nel tentativo di riconquistare voti a destra -. Dov‘è il cambiamento? Dov‘è la reazione che ci è stata promessa? Abbiamo sentito solo silenzio” I giochi non sono ancora fatti. Gli indecisi sarebbero fra il 15 e il 30 per cento. Ma secondo alcuni analisti quelle di domani potrebbero essere le elezioni più a destra della storia di Israele.