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La Svizzera vota sulla libera circolazione delle persone provenienti dall'UE


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La Svizzera vota sulla libera circolazione delle persone provenienti dall'UE

La Svizzera vota oggi un referendum cruciale per i rapporti con l’Unione Europea. Gli elettori sono chiamati a esprimersi sul rinnovo dell’accordo sull’apertura del mercato del lavoro interno ai cittadini dell’Unione, compresi gli ultimi arrivati di Romania e Bulgaria. In gioco c‘è l’impianto delle intese bilaterali tra Berna e Bruxelles e per questo gli attori dell’economia elvetica hanno fatto campagna per il sì. La destra nazional-conservatrice ha invece perorato per il no, facendo leva sulla paura dell’invasione dall’est.

L’economia della Confederazione è legata a doppio filo a quella dei vicini europei. Due terzi delle esportazioni svizzere prendono la via dell’Europa, mentre un prodotto importato su 6 proviene dall’Unione. Parecchi settori hanno tratto giovamento dall’arrivo di immigrati pronti a lavorare in campi che attirano poco gli svizzeri, come quello delle costruzioni, dei servizi alla persona, della sanità, o dell’agricoltura. Una vittoria del no, dicono i difensori del sì, sancirebbe la fine della libera circolazione delle persone, ma anche delle merci, con gravi ripercussioni sulla bilancia commerciale. I paladini del no agitano invece lo spettro della disoccupazione, nel momento in cui anche la Svizzera è in piena crisi.
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