ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

La Svizzera si pronuncia sui lavoratori immigrati

Lettura in corso:

La Svizzera si pronuncia sui lavoratori immigrati

Dimensioni di testo Aa Aa

Cinque milioni di svizzeri si pronunceranno domani, con un referendum, per il rinnovo dell’accordo di libera circolazione dei lavoratori dell’Unione europea e per la sua estensione a bulgari e romeni. Il “sì” è dato per vincente, ma la campagna dell’estrema destra, che dipinge gli stranieri come corvi, sta guadagnando terreno nella parte indecisa dell’opinione pubblica. “Riteniamo che Bulgaria e Romania non siano pronti – dice il vicepresidente del Partito del Popolo, Yvan Perrin -. Nè economicamente ne per quanto riguarda la sicurezza e la delinquenza. Economicamente ci sono differenze enormi negli standard di vita, fra noi e questi due paesi. Riguardo alla criminalità, non siamo noi che lanciamo allarmi, ma la stessa commissione europea in un rapporto: la Bulgaria non ha fatto nulla contro la corruzione e la Romania quasi nulla”. L’ostilità nei confronti dei cittadini dei Paesi che hanno aderito per ultimi all’Unione europea è respinta dai diretti interessati. “E’ una menzogna – afferma la giornalista romena Miruna Coca-Cozma – dire che dopo il referendum dell’8 febbraio, ondate di immigrati romeni e bulgari invaderanno la Svizzera. Non è vero, Romania e Bulgaria sono Paesi in continuo sviluppo economico”. Favorevoli all’estensione della libera circolazione sono il governo, che ha già approvato la normativa, le organizzazioni dei datori di lavoro e i sindacati.