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Il ruolo della guerra a Gaza nelle elezioni israeliane

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Il ruolo della guerra a Gaza nelle elezioni israeliane

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Quanto e a chi avranno giovato 22 giorni di guerra a Gaza?

I fatti dicono che Hamas non e’ stato eliminato, i costi della ricostruzione saranno enormi, e un accordo di pace resta piu’ che mai un miraggio, al di la’ delle promesse elettorali. E poi ci sono i morti, piu’ di 1.300 fra i palestinesi. L’opinione pubblica israeliana da’ un giudizio complessivamente positivo dell’offensiva. “Bibi e’ il migliore perche’ non ha paura degli arabi”, dice un giovane. “Voto per Barak perche’ era per la guerra, e anche se ci siamo fermati a meta’, abbiamo raggiunto degli obiettivi. Per me è’ ok al cento per cento”, cosi’ la pensa un’anziana signora. Ehud Barak, leader laburista, e soprattutto ministro della difesa uscente, e ‘ colui che stando ai sondaggi ci ha guadagnato di piu’ dalla guerra. Non è’ certo dato per vincente, ma e’ tornato a essere l’eroe di guerra, come spiega Gil Hoffman, analista politico. “Prima delle elezioni si pensava che il voto l’avrebbe distrutto, che il suo partito sarebbe stato cancellato, ma il sostegno per lui e’ raddoppiato giá’ allo scoppio della guerra. Ha sottratto parecchi voti a Tzipi Livni, che guida Kadima.” E’ lei che invece ci ha perso di piu’. Da ministro degli esteri non avrebbe strappato al resto del mondo abbastanza tempo per portare a termine l’offensiva. E poi e’ donna: per gli ultrareligiosi, sempre piu’ numerosi in Israele, e’ indecoroso che la sua immagine femminile campeggi sui poster elettorali. “Anche Netanyahu, continua l’analista, ha portato via voti alla Livni: la popolazione si e’ spostata a destra, cosa che accade con tutte le guerre. Per cui la Livni ha perso su entrambi i fronti.” In un momento di particolare incertezza torna il mito dell’uomo forte. Benyamin Netanyahu ne pare l’incarnazione, col suo reiterato no a ulteriori concessioni territoriali. Ma non solo. “La situazione mondiale, dominata dall’economia, dice Amotz Asa-el, editorialista del Jerusalem Post, fa gioco a Netanyahu che di gran lunga e’ l’unico leader politico israeliano da diversi anni a questa parte che abbia competenze economiche.” C‘è poi la questione della sicurezza: la guerra a Gaza e’ costata la vita a 13 israeliani, ma e’ stata fatta, ufficialmente, per fermare i razzi sulle citta’ meridionali: e i suoi abitanti sono tutti per Bibi.