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Lukashenko: "Il nostro interesse nella relazione con l'unione europea è fuor di dubbio"

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Lukashenko: "Il nostro interesse nella relazione con l'unione europea è fuor di dubbio"

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Il presidente della Bielorussia afferma dal palazzo presidenziale di Minsk che l’ Europa non può permettersi di ignorare il suo paese. E la recente saga dei gasdotti sembra dargli ragione. Bruxelles, che un anno fa ha parzialmente levato il bando alla circolazione del presidente della Bielorussia e di altri dignitari del paese, osserva con attenzione e attende una dimostrazione di buona volontà.

euronews: La prima domanda verte sulle relazioni tra bielorussia ed Europa che da poco stanno migliorando. Praga ospiterà un summit sulla partnership con l’Est la prossima primavera. lei andrà a Praga?

Alexander Lukashenko: Il nostro interesse nella relazione con l’unione europea è fuor di dubbio. Le faccio un esempio: l’anno scorso fino a novembre i nostri scambi commerciali ammontavano a 22 miliardi di dollari. Quelli con la Russia a 35 miliardi di dollari. Ma c‘è qualcosa di ancora più importante. In questo momento l’economia globale deve affrontare molteplici sfide. E molte di queste sfide in Europa non possono venire superate senza la Bielorussia. Traffico illecito di droga, di persone, transito di energia, tutto ciò ha molto a che vedere con la Bielorussia. L’Europa è interessata, l’interesse è reciproco, e questo ci spingerà verso normali relazioni. Per quel che riguarda Praga, non credo sia essenziale la mia partecipazione, mia o di qualcun’altro. A dire il vero, non siamo ancora stati invitati. Quello che conta è che avremo qualcuno a Praga per discutere di partnership, e questo summit è un passo molto pragmatico e intelligente dell’ Unione europea.

euronews:
Sulle libertà, lbertà di stampa, elezioni democratiche, opposizione attiva, la Bielorussia non è in sintonia con l’Europa. E’ pronto al dialogo?

Alexander Lukashenko:
Ma parliamo già di queste cose. Per quanto riguarda la stampa, riconosco che la censura non è la strada giusta. Lasciate che la gente legga, che conosca il presidente. In 13 anni un opinione sul presidente se la sono fatta. Abbiamo leggi chiare e trasparenti, di standard europeo, al livello di Francia, Germania, Gran Bretagna. Non abbiamo fatto pagliacciate. E quando hanno cominciato a criticarci, abbiamo mostrato la nostra Costituzione. Che senso hanno le vostre critiche? L’Europa, tra l’altro, si interessa poco alla nostra opposizione. Che opposizione è se in oltre vent’anni ha continuato a dare battaglia in Europa centrale e non è riuscita a mettere una sola presona al parlamento, anche quando onestamente le autorità hanno dato il loro sostegno?
Per quanto riguarda le elezioni, abbiamo organizzato le elezioni in Bieloriussia osservando le direttive date da Bruxelles. Sono venuti qui dall’Unione europea, dall’OSCE, e ci hanno detto: così non va, fate così! va bene, facciamo come volete voi. Quale paese indice elezioni in disprezzo delle proprie leggi? Nessuno. Abbiamo contravvenuto alle nostre leggi per andare incontro all’Unione europea.

euronews:
La crisi economica e finanziaria ha investito anche la Bielorussia. Il suo paese soffre per questo?

Alexander Lukashenko:
Non ancora. Siamo una nazione votata all’export. L’economia certo è stata colpita dal calo della domanda, nei settori alimentare e macchinari, perchè appunto esportiamo il 65 per cento del prodotto interno lordo. Facciamo parte di un gruppo di dieci paesi orientati all’esport. Quindi la contrazione della domanda ha colpito anche noi. Ma i nostri prezzi erano circa 3 volte piu’ bassi di quelli europei e del resto del mondo. Per quanto riguarda la crisi finanziaria, ci risparmierà. Noi non abbiamo gettato soldi a Wall Street o su altre piazze borsistiche. Ma ci ha colpito un poco quando i russi si sono messi in coda davanti alle banche per cambiare i rubli in euro e dollari. Abbiamo speso parte delle nostre riserve in oro per sostenere la nostra moneta nazionale. Abbiamo dovuto, tra le altre cose, svalutare la moneta del 20 per cento per poter ottenere il prestito del Fondo monetario internazionale.

euronews: Si dice sui giornali che l’interesse europeo per la Bielorussia è legato al suo ruolo chiave nel transito del gas. Teme che questo ruolo si affievolisca quando il gasdotto “North Stream” sarà realizzato?

Alexander Lukashenko: Oggi come oggi nessun gasdotto a sud o a nord può rimpiazzare il flusso di risorse energetiche che passa dalla Bielorussia – il 30 per cento del gas naturale e l’80 per cento del greggio. Il grosso del petrolio diretto in Europa passa da qui. L’Europa potrà si’ far arrivare altri 30 miliardi metri cubi attraverso il North Stream, ma intanto il consumo di gas in Europa aumenta.
Inoltre, la via di transito più breve è attraverso la Bielorussia. Passare per l’Ucraina sarebbe molto più costoso. Per non parlare del Nort Stream. Quel progetto non è conveniente. Ma sta alla Russia decidere. Quindi, io penso che la costruzione del gasdotto Yamal-Europa, che parte dalla Siberia, deve venire portata a termine. Una linea è stata costruita. Avrebbe dovuto esserci una seconda linea accanto alla prima. L’infrastrutura era già là. Ma non è il transito che rende il nostro paese interessante agli occhi degli europei. Assolutamente no. Ultimamente, molti rappresentanti delle più grandi multinazionali europee sono venuti in Bielorussia. E tutti, nonostante la crisi, sono pronti a investire qui.

euronews:
Circa due settimane fa, le agenzie di stapa hanno informato che la Bielorussia, stando a fonti ufficiali Russe, ha chiesto un prestito di 100 miliardi di rubli a Mosca. Alcuni hanno detto che la Russia potrebbe legare l’elargizione del prestito al riconoscimento da parte di Minsk delle repubbliche separatiste di Abkazia e Ossezia del sud.

Alexander Lukashenko:
Tutto ciô è assolutamente falso. Con tutto il rispetto per l’Abkazia e l’Ossezia, ho ripetuto più volte che abbiamo la nostra posizione in materia e resisteremo alle pressioni sia dell’Europa che di Mosca. Abbiamo un parlamento eletto che discuterà, faremo una proposta secondo le nostre leggi, e risolveremo la questione. Ma non c‘è stato mai un legame con quei prestiti.
Durante le ultime trattative, abbiamo proposto ai russi di prendere misure già da ora per far diventare il rublo una moneta regionale con tutti i crismi. Dateci un prestito così che potremo pagare, in un primo momento, l’approvvigionamento energetico.
Noi abbiamo relazioni amichevoli con la Russia e ne siamo orgogliosi, e le nostre relazioni con l’Europa sono in pieno sviluppo. Terremo fede al nostro ruolo di anello di collegamento, un ruolo di ponte tra l’Europa dell’Est e dell’Ovest.