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Il Centro Wiesenthal non crede alla morte di Heim

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Il Centro Wiesenthal non crede alla morte di Heim

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Aribert Heim è davvero morto? La versione avvalorata da un’inchiesta della tv tedesca secondo cui ‘Dottor Morte’, super ricercato criminale nazista, sarebbe deceduto di cancro in Egitto nel 1990, è messa in dubbio dal centro Simon Wiesenthal, il più importante istituto al mondo per le ricerche sui criminali nazisti. Al Cairo alcuni commercianti raccontano di quello che qui si faceva chiamare Dottor Tarek Hussein Farid:

“Era alto, molto magro, detestava la gente che fuma, aveva mani grandi, un aspetto solido, sembrava un uomo forte. La mattina presto, tra le 6 e le 6:30, gli piaceva mettersi davanti alla finestra, la più grande di questa stanza, a respirare l’aria del mattino”. Secondo, Efraim Zuroff, Direttore della sezione del Centro Wiesenthal in Israele, è assai probabile che Heim sia effettivamente riparato in Egitto dopo la fuga dalla Germania, nel 1962. Ma che sia morto resta da provare: “Non c‘è una tomba, non c‘è il corpo, non si può fare un test del Dna. E non va dimenticato che i familiari hanno un interesse enorme a far credere che sia morto”. La pista seguita dalla tv Zdf in collaborazione con il New York Times ha portato al ritrovamento di decine di documenti appartenenti ad Heim, accusato di essere stato il carnefice di centinaia di ebrei nel campo di concentramento di Mauthausen, in Austria. Ma la notizia della sua morte si appoggia essenzialmente sulla testimonianza del figlio. Il corpo, secondo l’inchiesta, si troverebbe in una fossa comune nel centro storico del Cairo.