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Chiusura in sordina del Forum Mondiale di Davos.

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Chiusura in sordina del Forum Mondiale di Davos.

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Davos si svuota. I supermanager e i politici che hanno partecipato al Forum economico mondiale che ogni anno viene organizzato nella località sciistica svizzera si sono lasciati dopo tre giorni di discussione, meeting e incontri informali in cui i timori e le paure legate alla crisi finanziaria mondiale hanno mandato in soffitta i dogmi del recente passato e la fede nelle virtu’ taumaturgiche dell’ultraliberismo.

“Prima il Forum serviva a rassicurare i cantori della globalizzazione della quale si sottolineavano solo gli aspetti positivi – spiega l’economista premio Nobel Joseph Stiglitz – oggi i problemi a cui tutti siamo confrontati obbligano a una maggiore prudenza. Nell’edizione di quest’anno era palpabile una certa depressione” Al Forum di Davos è emerso il timore che la crisi possa portare a un rafforzamento delle politiche protezionistiche e alla costruzione di nuove barriere commerciali. I capi di stato hanno rubato la scena agli attori della finanza globale. I segnali annunciano un nuovo interventismo statale e la necessità di regole condivise per regolamentare i mercati e la finanza globalizzata. A Davos come a Ginevra si sono rivisti anche i gruppi no global. Chiedono che i frutti avvelenati della crisi vengono pagati da chi la crisi l’ha provocata e che ancora oggi come ha ricordato anche Obama intasca bonus stratosferici