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Yushchenko: "La guerra del gas ha ricompattato la società ucraina"

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Yushchenko: "La guerra del gas ha ricompattato la società ucraina"

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La crisi del gas fra la Russia e l’Ucraina ha ridotto le forniture all’Europa ed ha assestato un duro colpo all’immagine dei due paesi. Nell’intervista concessa a Euronews, il presidente ucraino Victor Yushchenko dà la propria versione delle cause del conflitto e dice di sperare in una maggiore integrazione dell’Ucraina nel sistema energetico europeo. A suo avviso ciò consentirebbe di evitare altri problemi nel futuro.

EuroNews: Signor Presidente, un nuovo conflitto fra la Russia e l’Ucraina ha privato di gas un certo numero di paesi europei. Che cosa è successo? Victor Yushchenko: L’Europa deve sapere la verità sulle ragioni di quanto è accaduto. Tengo a precisare che non è stata l’Ucraina a chiudere i rubinetti. Tutte le stazioni di pompaggio e compressione del gas in transito si trovano dal lato russo. La responsabilità per il blocco dell’approvvigionamento dell’Europa ricade sulla Russia. In secondo luogo, se vogliamo parlare del cosiddetto “recupero non autorizzato”… Come Presidente ucraino voglio ribadire che né nel 2008, né nel 2009 un solo metro cubo di gas in transito è stato utilizzato dagli ucraini per ovviare alle loro esigenze. Lo sottolineo ancora una volta: l’Ucraina ha pienamente rispettato i propri obblighi di paese di transito. Non si tratta di una questione economica: qui si parla, ovviamente, di politica. EN: In che cosa consiste esattamente questa dimensione politica? V. Y.: Creando un sentimento d’insicurezza nelle forniture di gas russo via l’Ucraina, si prepara il terreno per certi progetti. Prima di tutto il sistema ucraino di trasporto di gas diventa più dipendente e si creano le condizioni del suo utilizzo da parte delle società russe e da parte dello stato russo. In altri termini: si creano le condizioni per ripetere quello che è stato già fatto, negli ultimi anni, ai gasdotti della Moldova e della Bielorussia. Evidentemente esiste un piano simile riguardo al sistema di trasporto del gas ucraino, con l’obiettivo di porlo sotto il controllo della russa Gazprom. Per noi è inaccettabile. E’ una risorsa nazionale, una ricchezza nazionale, se preferisce, è l’incarnazione della nostra indipendenza, in questo caso dell’indipendenza energetica. EN: Durante il conflitto Barroso ha descritto la Russia come un fornitore di gas poco affidabile e l’Ucraina come un paese di transito poco affidabile. Sono giuste queste conclusioni? V. Y.: Non sarebbe corretto da parte mia commentare le dichiarazioni del Presidente della Commissione Europea Barroso. Voglio solamente ricordare che l’Ucraina non ha compiuto alcun passo che potesse avere come effetto una restrizione delle forniture di gas russo. Voglio dire che l’Europa è diventata ostaggio dell politica russa. E’ un ricatto. Si ricatta l’Europa perché i russi raggiungano i loro scopi. EN: Non teme che la crisi del gas abbia un’incidenza negativa sulla futura cooperazione fra l’Ucraina e l’Unione Europea? V. Y.: No, sono convinto che già quest’anno l’Ucraina firmerà un accordo sulla riunificazione dei sistemi energetici, sono persuaso che quest’anno aderiremo al trattato per il partnerariato energetico. Credo che, alla conferenza di Bruxelles, che avrà luogo in marzo, si rifletterà molto sull’integrazione delle possibilità di trasporto dell’Ucraina nel mercato europeo del gas. EN: Dopo un lungo litigio, il contratto sulle forniture di gas all’Ucraina è stato firmato. Lei ha detto che non è equo per l’Ucraina. Perché? V. Y.: L’ho definito un “non-partnerariato” e posso ripeterlo. L’adozione della formula di base per il prezzo del gas a 450 dollari non è obiettiva. Oggi, in Europa, non c‘è nessun altro che paghi una tariffa così elevata. L’Ucraina si trova sul braccio più corto del gasdotto che porta il metano russo e il prezzo che paghiamo oggi è più alto di quello praticato a certi paesi dell’Europa occidentale. Ecco perché questa prezzo non è corretto. Non perché sia alto in sé, ma nel senso che è calcolato male. Si può dire la stessa cosa per la politica di transito. La tassa che la Russia paga non è aumentata: resta ferma a 1,7 dollari per migliaio di metri cubi su 100 km. In Europa è il prezzo di transito più basso. EN: Insisterà sul riesame di questi accordi, visto che non le piacciono le tariffe fissate? V. Y.: Non ne stiamo parlando. Riconosciamo questi accordi e li rispetteremo. Ma spero nel lavoro della Commissione Europea. La modernizzazione del sistema di transito del gas in Ucraina e la sua integrazione nel mercato unico del gas in Europa, forniranno anche le modalità e detteranno la messa in atto di progetti per le forniture che consentiranno l’utilizzo ottimale e razionale del sistema ucraino di trasporto del gas. EN: Il prezzo elevato del gas può avere un’incidenza sulla situazione economica in Ucraina? Il conflitto e l’aumento dei prezzi hanno avuto un’influenza sulla situazione politica interna? V. Y.: Non nascondo che le differenti forze politiche abbiano tentato di speculare sulla questione del gas. Ma non è là la cosa principale, credo. L’incidente che si è prodotto fra l’Ucraina, l’Europa e la Russia all’inizio del mese di gennaio ha sicuramente ricompattato la società ucraina. La popolazione ha potuto constatare la fragilità della stabilità economica quando il sistema è basato su un’energia non diversificata e in particolare sulla politica del gas EN: Grazie per l’intervista, signor Presidente. V. Y.: Grazie a lei.