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Tagli per migliaia di posti di lavoro nelle aziende europee

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Tagli per migliaia di posti di lavoro nelle aziende europee

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Le aziende europee sembrano aver trovato la ricetta giusta per uscire dalla crisi: chiedere aiuti statali e nell’attesa via ai tagli al personale. E quanto ha deciso, l’olandese Philips, il gigante dell’elettronica di largo consumo, a fronte di una perdita netta trimestrale di un miliardo e mezzo di euro, ha annunciato 6000 esuberi.

“La crisi economica sta erodendo il nostro fatturato, dice l’amministratore delegato di Philips Gherard Kleisterlee, e non parliamo solo di calo delle vendite di televisori al plasma ma anche dei piccoli elettrodomestici come spazzolini elettrici , tostapane e rasoi.Dobbiamo rapidamente ridurre i costi” Il gruppo olandese non è il solo a usare la leva dei tagli al personale in poche ore in Europa hanno perso il posto di lavoro, o lo perderanno nei prossimi mesi, quasi 17 mila persone: ai 6000 della Philips si aggiungono i 7000 della connazionale ING e i 3500 Corus, gruppo siderurgico anglo-olandese ma di proprietà indiana. In Italia è conosciuto per il marchio Conto Arancio. Ma dietro al logo della zucca c‘è una banca olandese, tra le più dinamiche del settore, la Ing. Ma anche i più innovativi, di questi tempi, pagano la recessione mondiale e il crollo del business bancario. Per resistere alla crisi, Ing ha annunciato una cura senza precedenti, con un taglio dei costi operativi da 1 miliardo di euro, di cui il 35% sarà coperto da 7mila esuberi. Un ridimensionamento da cui non si salvano nemmeno i manager: la prima poltrona a saltare sarà quella del direttore generale di Ing, Michel Tilmant. Anche il colosso indiano dell’acciaio Corus deve correre ai ripari, con il taglio di 3.500 posti di lavoro, di cui 2.500 in Gran Bretagna. “La crisi prendera’ nel 2009 la forma di una mannaia che falcera’ migliaia di posti di lavoro dice quest’analista inglese, saranno poche le aziende che non faranno ricorso a tagli del personale”. Tagli a cui si era impegnato di non far ricorso la nuova proprietà indiana di Corus, la famiglia TATA,quando un anno fà acquisto’ per un tozzo di pane l’ex British steel. Ma a quei tempi nessuno credeva che la bolla finanziaria era ormai ad un passo dall’esplodere.