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Guantanamo divide i 27 anche in fase di chiusura

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Guantanamo divide i 27 anche in fase di chiusura

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La prigione americana diventata il simbolo della della deriva nella lotta americana contro il terrorismo, è stata al centro della riunione dei ministri degli Esteri di lunedì a Bruxelles.

È uno dei primi provvedimenti del neo presidente americano Barack Obama, quello di chiudere il carcere dei carceri entro l’anno. I 27 hanno accolto con grande soddisfazione questa decisione, ma sulla collaborazione da assicurare a Washington esistono posizioni diverse. Il responsabile della politica estera europea, Javier Solana: “Non abbiamo ricevuto nessuna richiesta per il momento dagli Stati Uniti, ma dico quanto ho sempre detto. Si tratta di un problema americano e devono risolverlo gli americani. Saremo pronti a aiutarli se necessario”. A sollecitare l’Europa in questo senso il coinvolgimento di alcuni stati membri nei voli segreti della Cia. Tuttavia, alcuni Paesi, come Olanda, Austria, Danimarca e Polonia hanno espresso nei giorni scorsi una posizione di chiusura, dicendosi non disponibili. L’accoglienza degli ex detenuti comporta, tra l’altro, diversi problemi giuridici. Sono almeno 60 su 245 i prigionieri per i quali gli Usa potrebbero chiedere aiuto ai paesi europei.