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Le imprese tecnologiche scontano il calo della domanda

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Le imprese tecnologiche scontano il calo della domanda

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Settimana nera per le imprese tecnologiche, costrette a fare i conti con un calo generalizzato della domanda.

L’ultima ad accusare il colpo è la sudcoreana Samsung, che ha segnato una perdita di 9 milioni di euro nel quarto trimestre 2008, per la prima volta da quando ha iniziato a rendere pubblici i dati di bilancio. A scuotere il mercato asiatico ci aveva già pensato Sony, che si avvia a chiudere l’esercizio fiscale a fine marzo con la perdita operativa più pesante di sempre, superiore a 2 miliardi di euro. “E’ il periodo di depressione economica peggiore che ho visto in tutta la mia vita. Dovrei chiamarla recessione, ma datemi atto che è piuttosto deprimente. Ci aspettavamo un profitto, e invece abbiamo una grossa perdita”. Le parole dell’amministratore delegato di Sony illustrano uno stato d’animo diffuso, anche in Europa e Stati Uniti. Microsoft, ad esempio, ha annunciato il taglio di 5.000 posti di lavoro, dopo aver visto i propri utili crollare dell’11% nel secondo trimestre. Lo stesso rimedio adottato anche da Intel, mentre la tedesca Infineon Techonologies ha chiesto lo stato di insolvenza per Qimonda, una sua controllata attiva nel settore dei chip di memoria. La frenata dei profitti colpisce anche Nokia, azienda leader della telefonia cellulare, che ha visto gli utili del quarto trimestre crollare del 69%, ai minimi dal 2001. Tra le poche virtuose eccezioni spicca Google, che insieme a Apple e Ibm si sta mostrando più resistente ai contraccolpi della crisi globale.