ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Cina: fine della crescita a due cifre

Lettura in corso:

Cina: fine della crescita a due cifre

Dimensioni di testo Aa Aa

Un Pil che cresce del 9% l’anno puó significare crisi. Sí, se il dato è riferito alla Cina. Da 7 anni Pechino non toccava livelli cosí bassi di sviluppo. Sul fatto che la colpa sia della grave situazione economica internazionale non ci sono dubbi. Ma i dati resi noti dall’ufficio nazionale di statistica confermano che qualcosa si è rotto anche nel meraviglioso volano che ha garantito negli ultimi anni una crescita costante a due cifre. Il picco nel 2007 con il 13% di aumento del prodotto interno lordo, 4 punti in piú dell’anno che si è appena chiuso.

La crisi non ha confini, nè geografici, nè strutturali. “L’impatto della crisi internazionale si è fatto sentire soprattutto a partire da ottobre. Si è esteso dalle piccole e medie imprese alle grandi, dalle esportazioni agli altri settori, dalle aree costiere a quelle interne. É questa la difficoltà maggiore che ci troviamo ad affrontare”. Prima conseguenza evidente del rallentamento della crescita è lo spettro della disoccupazione. 10 milioni di lavoratori hanno già perso il lavoro a causa della crisi. E perdere l’occupazione, soprattutto per chi è emigrato dalle campagne, significa non avere di che mangiare. A patire le conseguenze piú drammatiche sono le aziende che si rivolgono al mercato estero, cioè quasi tutte. Piazzare al di fuori del territorio cinese i prodotti realizzati in patria non è piú un gioco da ragazzi. Le stive delle navi che ogni giorno lasciano i porti cinesi per le rotte piú disparate continuano a traboccare di ogni genere di prodotti. Ma i carichi rischiano di farsi ogni giorno piú leggeri.