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I Ventisette ancora indietro nella prevenzione dei tumori

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I Ventisette ancora indietro nella prevenzione dei tumori

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Nella prevenzione del cancro gli Stati membri devono raddoppiare gli sforzi. La Commissione Europea ha tracciato una prima valutazione degli impegni presi sei anni fa dai ministri della Salute sulla diagnosi precoce del tumore del seno, del collo dell’utero e del colon-retto.

E ha concluso che è stata compiuta solo la metà degli almeno 125 milioni di esami necessari ogni anno. Per il cancro al seno solo 22 Stati applicano programmi di diagnosi sistematici, 15 per quello dell’utero, 12 per quello colorettale. Secondo la Commissione c‘è anche una disparità tra gli Stati nel tasso di incidenza e quello di mortalità. Per questo ritiene necessaria la creazione di un partenariato europeo. “L’obiettivo non è indicare e accusare determinati Paesi”, ha detto Nina Papadoulaki, portavoce della Commissione. “Vogliamo accrescere la consapevolezza su un problema che può essere affrontato meglio e lavorare in modo più stretto con gli Stati membri, attraverso programmi efficaci di screening della popolazione e lo scambio di informazioni tra i Paesi dell’Unione”. Dopo le malattie dell’apparato circolatorio il cancro è la seconda causa di morte in Europa. E’ all’origine di 2 decessi su 10 per le donne e di 3 su 10 per quanto riguarda gli uomini. Cifre che rischiano di aumentare a causa dell’invecchiamento della popolazione. Secondo l’Osservatorio nazionale sulla salute della donna in Italia una su tre non si sottopone mai al pap-test.