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Germania, prevista una flessione del 2,25% del Pil nel 2009

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Germania, prevista una flessione del 2,25% del Pil nel 2009

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La prima economia europea, quella tedesca, va incontro alla più grave recessione dai tempi della seconda guerra mondiale.

Il governo di Berlino ha drasticamente rivisto al ribasso le previsioni per la crescita del prodotto interno lordo nel 2009: da un +0,2% a una contrazione del 2,25 per cento. Il ministro dell’economia, Michael Glos, ritiene che per una schiarita bisognerà attendere il 2010, anno a partire dal quale l’economia mondiale inizierà a lasciarsi alle spalle la crisi per tornare a crescere. A influire sulla crescita negativa del Pil, sarà innanzitutto il calo dell’export, vero e proprio pilastro dell’economia tedesca. Il governo si attende infatti a un tonfo delle esportazioni pari a quasi il 9 per cento. I consumi interni dovrebbero invece crescere, anche se nella modesta misura dello 0,8%, sostenuti dai pacchetti di stimoli fiscali e dagli investimenti pubblici in infrastrutture. Che il 2009 sarà un anno difficile, non solo per la Germania, lo ha confermato anche il presidente della Banca centrale europea, in un intervento di fronte agli eurodeputati. Jean Claude Trichet ha detto che gli effetti della crisi continueranno a farsi sentire, sia nella zona euro che a livello globale. La bassa inflazione e gli interventi dei singoli stati dovrebbero favorire la ripresa – ha aggiunto – ma la situazione resta caratterizzata da un’elevata instabilità. Trichet si è detto convinto che il taglio dei tassi deciso dalla Bce nei mesi scorsi sosterrà la crescità e il mercato del lavoro.