ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Barrot: "Necessario uno spazio di sicurezza transatlantico contro la criminalità e il terrorismo"

Lettura in corso:

Barrot: "Necessario uno spazio di sicurezza transatlantico contro la criminalità e il terrorismo"

Dimensioni di testo Aa Aa

Libertà civili e sicurezza. Sono tra i temi più delicati nelle relazioni transatlantiche. L’era Bush è stata anche l’era dei cliché: un’Europa rispettosa del diritto da un lato, un’America che, in nome della lotta contro il terrorismo, avrebbe ceduto alla tentazione della tortura, dall’altro. Ne parla con euronews il commissario europeo alla giustizia Jacques Barrot.

euronews : Barack Obama è il presidente degli Stati Uniti, l’amministrazione cambia, Obama ha già annunciato che intende chiudere Guantanamo e si è detto contrario alla tortura, anche nella lotta contro il terrorismo. Cosa cambia per l’Unione Europea nella politica anti-terrorismo? Jacques Barrot, commissario europeo alla Giustizia e agli Affari interni: “Innanzitutto salutiamo come giusta quest’idea del nuovo presidente Obama, quella di poter lottare contro il terrorismo rispettando un certo numero di regole, etiche, di giustizia. E in questo vedo la possibilità di un nuovo partenariato tra l’Europa e gli Stati Uniti. Dobbiamo creare uno spazio di sicurezza transatlantico contro la criminalità organizzata e il terrorismo”. euronews : Ma i voli della Cia non sarebbero stati possibili senza l’appoggio e la cooperazione di alcuni Paesi europei. Non c‘è quindi una certa ambiguità da parte dell’Europa? Jacques Barrot: “Ci sono indagini in corso. Ho sollecitato di nuovo i governi polacchi e romeno sulla questione dei voli Cia. Detto questo, credo che l’Europa sia stata sempre molto chiara: dobbiamo applicare la convenzione europea dei Diritti dell’Uomo, che è totalmente contraria all’uso della tortura”. euronews : Non teme che gli europei siano preoccupati dallo scambio di informazioni che riguardano i loro dati personali? Jacques Barrot: “No, il vero problema è sapere se la nuova amministrazione statunitense accetterà di cambiare metodo. Di abbandonare l’unilateralismo e di voler creare un partenariato di fiducia tra Stati Uniti e Europa. In altre parole, c‘è bisogno di regole sulla protezione delle informazioni raccolte. La protezione dei dati non significa che questi dati possano essere conservati senza limiti di tempo. Che possano essere scambiati in modi non previsti o riguardino persone che non hanno niente a vedere con problemi di sicurezza”. euronews : Siamo nell’ultimo anno della Commissione Barroso, pensa che ormai si tratti di un’anatra zoppa, che sia meno efficace rispetto all’inizio? Jacques Barrot: “La Commissione deve essere davvero all’avanguardia nelle misure necessarie a combattere la crisi economica, finanziaria. Ed è davvero necessario che la Commissione si impegni a fondo nella preparazione del G20 che avrà luogo ad aprile a Londra”. euronews : C‘è però una certa cautela della Commissione nel prendere posizioni forti in questioni legate alla crisi economica e finanziaria, soprattutto. Crede che questo sia dovuto al fatto che alcuni membri di questa Commissione puntino a un secondo mandato? Jacques Barrot: “Affinché la Commissione si impegni di più nelle misure anti-crisi, è necessario che si crei un clima adatto intorno alla volontà di affrontare questa crisi assieme. Ecco perché forse la Commissione ha dato l’impressione di attendere un pò questo consenso. Detto questo, il caso di alcuni commissari può far parlare. L’importante è considerare la dinamica della Commissione nel suo complesso, una dinamica positiva e che ha risposto agli appelli del Consiglio europeo”. euronews : Lei auspica un secondo mandato per l’attuale presidente Barroso? Jacques Barrot: “Il vantaggio di Josè Manuel Barroso è poter incarnare la Commissione, poter difendere il suo ruolo in un quadro istituzionale che sarà modificato con il Trattato di Lisbona. Ci si può augurare e sperare che questo Trattato venga ratificato. Sarà necessario adattare il ruolo di ciascuno: il ruolo del Presidente del Consiglio europeo, quello della Presidenza semestrale, quello della Commissione. Credo che Josè Manuel Barroso abbia un’enorme conoscenza degli ingranaggi dell’Europa, che gli permetterà di poter consolidare il ruolo della Commissione. Visto che è comunque l’istituzione più peculiare dell’insieme istituzionale”. euronews : C‘è anche la possibilità di trasferire alla Commissione europea alcuni poteri propri degli Stati membri. Quali sono, nel campo dell’asilo, i poteri che potrebbero diventare comunitari? Jacques Barrot: “Non si tratta di dare all’autorità europea stessa il compito di decidere, di accettare o di rifiutare una richiesta di asilo. Per l’Europa si tratta di evitare che ci siano differenze notevoli, come è il caso oggi, tra alcuni Stati membri. In alcuni casi lo status di rifugiato può essere concesso molto rapidamente, in altri praticamente non c‘è alcuna possibilità. E poi bisogna aggiungere che c‘è una disparità tra gli Stati membri. In alcuni ci sono nove richieste d’asilo ogni mille abitanti, mentre la media è uno ogni mille”. euronews : Ecco su questo, c‘è un pò di ipocrisia, perché a volte si dice che bisogna chiudere le frontiere. Ci sono persone che non possono venire in Europa. Ma perché se poi queste persone trovano un lavoro? Jacques Barrot: “Gli Stati membri potranno accogliere un certo numero di immigrati. E per questo avvieremo accordi bilaterali con i Paesi da cui essi provengono”. euronews : Il numero di immigrati regolari dovrebbe aumentare, secondo lei? Jacques Barrot: “Sì, tenuto conto della situazione demografica di alcuni Stati membri, dove il tasso di fecondità ruota intorno 1,5 bambini per donna. In quei casi l’immigrazione regolare dovrebbe crescere. Ci sono chiaramente Stati membri per i quali il problema demografico è meno grave”.