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A Gaza il difficile lavoro di ricostruzione

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A Gaza il difficile lavoro di ricostruzione

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Ora il momento è arrivato. Tutti attendono che Barack Obama passi all’azione dopo aver annunciato che prenderà degli impegni forti sul conflitto israelo-palestinese fin dai primi giorni da presidente.

Israele riduce gradualmente le sue truppe e spera di triplicare il numero di camion che portano aiuti a Gaza, anche se il ministro degli Esteri Tzipi Livni ha legato la riapertura dei punti di passaggio alla sorte di Gilad Shalit, il soldato rapito nel 2006 da militanti palestinesi. Uno dei compiti più urgenti delle organizzazioni umanitarie è aiutare le migliaia di persone tornate nelle loro case, ormai distrutte. L’Onu stima in 330 milioni di dollari la somma necessaria per l’emergenza, da aggiungere all’oltre un miliardo e mezzo per ricostruire le principali infrastrutture di cui parlano diplomatici occidentali. Hamas intanto canta vittoria e attraverso una serie di manifestazioni nella Striscia ha ripetuto che la resistenza continuerà. L’offensiva israeliana ha ucciso oltre 1300 palestinesi, tra cui più di 400 bambini.