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I carri armati israeliani continuano il ritiro dalla striscia di Gaza

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I carri armati israeliani continuano il ritiro dalla striscia di Gaza

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Il ritiro secondo fonti non ufficiali dell’esercito sarà completato prima dell’insediamento di Barak Obama.

Il cambio della guardia a Washington apre nuove prospettive anche per i soldati sfiniti dopo l’offensiva piombo fuso. “I miei migliori auguri, dice uno, se lui, che ha in mano l’esercito più forte del mondo, non riuscirà a risolvere la situazione in medioriente, nessuno potrà”. Numerosi contingenti dell’esercito si sono ammassati, ritirandosi in territorio israeliano, sul confine con Gaza, restando in allerta nel caso in cui riprendano i lanci di razzi da parte di Hamas. Il cassate il fuoco siglato separatamente dalle parti domenica sembra tenere. A Gaza si aprofitta della relativa calma per contare i danni. Le cifre più terribili sono quelle delle vittime, oltre 1400 palestinesi uccisi, 13 israeliani. I danni materiali secondo una prima stima ammonterebbero a 2 miliardi di euro. 4000 abitazioni sono in macerie, ma anche 1500 fabbriche e laboratori, 20 moschee, e poi terreni di olivi e altre colture completamente rovinati. La ricostruzione è resa ancora più difficile dalla scarsità di materiali edili, già scarsi prima della guerra.