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Le speranze dell'Europa

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Le speranze dell'Europa

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Sei mesi fa, quando era solo un candidato alla Casa Bianca, Barack Obama aveva già sedotto l’Europa: lo scorso luglio, a Berlino, in Piazza della Vittoria, un luogo dal nome premonitore, 200mila persone in festa accoglievano pieni di speranza le sue parole di apertura al Vecchio Continente: “L’America non ha partner migliore dell’Europa. Oggi è il momento di costruire nuovi ponti, solidi come quello che ci unisce attraverso l’Atlantico.”

Dopo gli anni Bush, l’Europa si aspetta grandi cambiamenti dall’amministrazione Obama, che dovrà cercare di rilanciare l’immagine oggi cosi’ poco lusinghiera della leadership americana. Il conflitto mediorientale è il primo banco di prova – ne è convinto anche il co-presidente dei Verdi all’Europarlamento, Daniel Cohn-Bendit. “Mi auguro che l’amministrazione Obama farà politica in modo diverso, con obiettivi diversi. Gli americani dovrebbero prendere l’esempio dall’Egitto, che ha mediato con Hamas, cosi’ coll’Iran potrebbero davvero trovare una soluzione al conflitto nella regione mediorientale.” Altra immagini da correggere: la detenzione dei prigionieri politici a Guantanamo. Una delle prime decisioni di Barack Obama dovrebbe riguardare la chiusura del centro, simbolo delle derive nella lotta al terrorismo. Il commissario europeo alla giustizia, Jacques Barrot: “Salutiamo le scelte del neo presidente Obama, che punta a lottare contro il terrorismo rispettando le regole dell’etica e della giustizia. In questo vedo la possibilità di un nuovo partenariato tra l’Europa e gli Stati Uniti.” Piu’ difficile gestire il partenariato in campo economico: il G20 di Washington ha sottolineato le divergenze Europa-Usa, e la necessità di rilanciare le economie nazionali potrebbe accentuare il protezionismo. Gli europei contano pero’ di trovare un’America piu’ ricettiva alle loro esigenze alla prossima riunione di Londra, ad aprile, dei Venti paesi più industrializzati. Quanto al rilancio del Protocollo di Kyoto, sembra che l’equipe Obama voglia far dimenticare le scelte di Bush e riprendere la leadership mondiale nella lotta ai cambiamenti climatici. Obama alla Casa Bianca è dunque un simbolo di enorme speranza per l’Europa – si sogna l’inizio di una nuova èra.