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Goodbye Bush

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Goodbye Bush

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C‘è chi arriva e c‘è chi parte. Visita di cortesia da parte dei prossimi inquiilini della Casa Bianca a George e Laura Bush poco prima del via alla cerimonia di insediamento del nuovo presidente. E’ l’ultima fase della transizione, per la quale Obama, nel discorso inaugurale, ha avuto, cavallerescamente, parole di gratitudine.

George W. Bush è arrivato con passo baldanzoso in Campidoglio, ha stretto la mano a tutti, ha sorriso e ha passato simbolicamente il testimone al nuovo presidente. Per lui e la moglie Laura il ritorno nell’amato Texas, gli affari di famiglia, gli hobbies, come la pesca e il golf, l’immancabile il libro di memorie. A trasportarlo verso casa con moglie e figlie un elicottero militare, decollato dal piazzale orientale del Campidoglio, come prevede il cerimoniale da ormai trent’anni. La storia odierna è poco tenera col 43esimo presidente che chiude come peggio non si poteva, con due guerre in ballo non concluse, il conflitto in Medioriente piu’ incerto che mai, una crisi finanziaria ed economica ormai globale, e un paese che non è mai andato cosi’ male dai tempi della Grande Depressione. Il suo indice di popolarità è ai minimi storici. Piu’ che un bye-bye, è un goodbye Bush.