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Gaza, si continua a estrarre corpi dalle macerie

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Gaza, si continua a estrarre corpi dalle macerie

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Nella Striscia di Gaza l’attività delle ruspe è incessante, dopo più di ventiquattr’ore dalla fine dei bombardamenti.

Tre settimane di raid israeliani hanno distrutto scuole, case, moschee. Lungo il confine con l’Egitto, dove passano i tunnel utilizzati per contrabbandare bestiame e armi, la maggior parte delle abitazioni è stata rasa al suolo. Dalle macerie continuano a essere estratti corpi. Più di novanta nella sola giornata di ieri, sovente morti da giorni, la maggior parte a Jabàliya e a Beit Làhya, nel nord della Striscia. “La calma non significa che la situazione si sia stabilizzata”, sostiene un residente di Gaza, secondo il quale la pace sarà possibile solo se gli israeliani si ritireranno da tutti i territori occupati e garantiranno ai palestinesi il rispetto dei loro diritti. Continua, intanto, il ritiro delle truppe israeliane. I militari hanno riaperto la strada che collega il nord e il sud della Striscia e che era chiusa dall’inizio del mese. Sul fronte propagandistico, sia il governo israeliano che Hamas cantano vittoria, al termine di una guerra che ha fatto più di 1.300 vittime palestinesi, metà delle quali civili.