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La crescita dell'Eurozona attretra

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La crescita dell'Eurozona attretra

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La produzione industriale è frenata dalla crisi del credito, molte aziende sono costrette a licenziare e i consumi diminuiscono. Sono solo alcune delle conseguenze della grave crisi economica mondiale che farà arretrare di quasi due punti percentuali la ricchezza dell’Europa per tutto l’anno in corso. La Commissione Europea ha stimato per il 2009 un calo del prodotto interno lordo dell’1,9% rispetto al 2008. “Per uscire dalla crisi – spiega questo analista – c‘è bisogno probabilmente di far leva sulle politiche fiscali che favoriscono l’aumento del reddito a disposizione dei cittadini, i consumi privati, l’indebolimento dell’euro, la crecita delle esportazioni. Questi fattori dovrebbero dare risultati nel 2 ° semestre del 2009”. La politica economica europea è sotto accusa per aver probabilmente sottovalutato l’allarme recessione. Il taglio dei tassi di inetresse di oltre due punti percentuali in un anno non ha prodotto alcuno stimolo all’economia e per dare fiato ai consumatori si fa starda una politica degli stati più orientata all’abbassamento delle tasse. Tra i paesi europei le previsioni peggiori riguardano l’Irlanda che scivolerà di un -6,3% del Pil, sotto il 2% Gran Bretagna e Germania, al 2% l’Italia. La Banca Centrale Europea se da una parte conferma il peggioramento delle stime di crescita rispetto al mese di dicembre, dall’altra ribadisce l’attesa di una ripresa per il 2010, previsione utile a stimolare il settore privato e i consumi.