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Il pilota dell'Airbus posatosi sull'Hudson nuovo eroe dell'America

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Il pilota dell'Airbus posatosi sull'Hudson nuovo eroe dell'America

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Salvati da un eroe. È l’idea precisa che si sono fatti i 154 sopravvissuti dell’Airbus A320 della U.S. Airways posatosi sul fiume Hudson a New York, dopo aver perso la funzionalità dei due reattori. La manovra decisa in pochi secondi dal pilota si è rivelata quella giusta anche perché la fusoliera ha resistito all’impatto.

“È prematuro speculare sulle cause dell’incidente – ha detto l’amministratore delegato della compagnia – Per rispetto verso le persone coinvolte vi chiedo di non farlo. L’Ente di sicurezza aerea condurrà un’inchiesta per determinare la causa probabile”. Secondo le primissime conclusioni a provocare il blocco dei due motori subito dopo il decollo dall’aeroporto La Guardia di New York sarebbe stato uno stormo di uccelli, probabilmente delle oche. A mille metri di altitudine e troppo distante da qualsiasi pista l’unica opzione rimasta l’ammaraggio. “Per essere onesti l’unica cosa che ha detto il pilota è di mettersi in posizione “brace”, per prepararsi all’impatto – dice un passeggero sopravvissuto -. Nessuno ha capito veramente quello che stava succedendo fino a quando le hostess hanno cominciato ad andare nel panico. Un minuto dopo abbiamo toccato l’acqua”. L’eroe del giorno si chiama Chesley Sullenberger, 67enne, ex pilota dell’arenoutica militare con 40 anni e 19.000 ore di esperienza di volo. L’arrivo tempestivo d’imbarcazioni ed elicotteri ha permesso di evacuare gli occupanti prima che finissero nelle acque gelide dell’Hudson.