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Restano all'asciutto i rubinetti del gas, ma la diplomazia è al lavoro

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Restano all'asciutto i rubinetti del gas, ma la diplomazia è al lavoro

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Una rivalità logorante, quella tra Mosca e Kiev, che costringe a duplicare i tavoli delle trattative, mettendo ulteriormente in difficoltà la comunità internazionale.

Giovedi’ il presidente ucraino, Yushenko, è volato a Londra dal premier Brown. Oggi è in programma un incontro a Kiev con i paesi dell’est europeo, mentre sabato a Mosca è previsto il vertice anche con i rappresentanti dell’Unione Europea. E l’Europa, che giovedi’ ha messo a punto le linee-guida da adottare nella crisi, chiede all’unisono di riprendere immediatamente le forniture: prospettando conseguenze economiche e politiche per Russia e Ucraina. “Le infrastrutture ucraine – dice un portavoce della società russa Gazprom – sono tecnicamente pronte per ricevere il nostro gas, ma durante tutti questi giorni non lo hanno fatto. E questo fatto dipende dal mancato assenso della leadership politica ucraina”. Ma Kiev non avrà piu’ l’alibi dei problemi tecnici: dopo aver incontrato Putin, il presidente dell’Eni, Scaroni, ha annunciato l’intervento di un consorzio di aziende. Immetteranno nelle condutture la quantità di gas necessaria a ristabilire la pressione ottimale.