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Putin riceve bulgari, slovacchi e moldavi


Federazione russa

Putin riceve bulgari, slovacchi e moldavi

La guerra del gas ha spinto a Mosca i primi ministri di Bulgaria, Slovacchia e Moldova. I tre stati sono tra i più colpiti dal blocco della distribuzione deciso dalla Russia, in ritorsione al presunto furto di metano da parte dell’Ucraina. Il primo ministro russo Vladimir Putin consiglia di bussare alla porta di Kiev:

“Gli amici ucraini sostengono di avere problemi con il passaggio del nostro gas. Il problema non riguarda noi, ma i paesi di transito, e spetta a loro trovare la soluzione. Le istanze dell’Unione Europea potrebbero esercitare maggiormente la propria influenza su questi paesi per salvaguardare gli interessi dei propri concittadini”. Gli ucraini, però, respingono al mattente e mantengono la propria posizione. In questa storia non sono loro a fare la parte dei cattivi, dice il ministro ucraino dell’energia Yuriy Prodan: “Il nostro sistema di transito del gas è affidabile. Specialisti ucraini altamente qualificati sono al lavoro e garantiscono l’approvvigionamento della nostra economia e un passaggio in regola del carburante destinato ai paesi europei. La palla, ora, è nel campo dei russi che hanno interrotto le forniture”. Nessuna schiarita sembra per il momento all’orizzonte, anche se il presidente russo Dmitri Medvedev ha proposto per sabato, a Mosca, una riunione di tutti i protagonisti della crisi.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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