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Roma insorge al no del Brasile all'estradizione di Cesare Battisti

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Roma insorge al no del Brasile all'estradizione di Cesare Battisti

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Indignazione in Italia, tanto di parte del mondo politico quanto soprattutto dei familiari delle vittime per la decisione presa dal Brasile di non estradare Cesare Battisti, condannato nel 1993 per diversi omicidi commessi alla fine degli Anni Settanta.

Le autorità brasiliane hanno motivato la loro decisione col timore che l’ex brigatista, diventato scrittore di successo in Francia, possa subire persecuzioni una volta rimpatriato per scontare la condanna all’ergastolo. L’Italia ha chiesto al presidente brasiliano Lula di rivedere la decisione, considerata da Roma “grave e offensiva”. Battisti, oggi 54enne, aveva usufruito della condizione di rifugiato politico in Francia valendosi della cosiddetta dottrina Mitterrand, che assicurava protezione agli ex terroristi che avessero rinunciato alla violenza.