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Pessimista l'Ocse, in calo la crescita nella zona euro e ripresa solo nel 2010

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Pessimista l'Ocse, in calo la crescita nella zona euro e ripresa solo nel 2010

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Il peggio deve ancora arrivare, la ripresa è lontana. L’organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico in un rapporto sulla zona euro ha confermato le previsioni negative di crescita e espresso alcune raccomandazioni, tra cui un ulteriore taglio ai tassi di interesse.

E ha aggiunto che non c‘è possibilità di ripresa fino alla seconda metà del 2010. “Le economie dell’Ocse, compresa la zona euro, sono in recessione e potrebbero restarci per qualche tempo nel mezzo della peggiore crisi finanziaria dalla Grande Depressione”, ha detto il segretario generale Angel Gurria. “La crisi si è estesa alle economie emergenti, il volume del commercio globale sta rallentando notevolmente ed è prevista un’ulteriore frenata. Questo significa che il peggio non lo abbiamo ancora visto”. L’Ocse ha confermato i dati pubblicati a novembre: atteso un calo dello 0,6% nella zona euro per il 2009, negative le previsioni per molti Paesi. L’Italia segnerà una contrazione dell’1%. L’organizzazione ha avvertito anche che, se non saranno eliminati gli asset tossici, i governi europei rischiano di doversi impegnare nella ricapitalizzazione delle banche. E sul tema finanza ha aggiunto che l’Europa ha bisogno di un supervisore unico o di un’agenzia centrale che lavori in tandem con supervisori nazionale. L’Ocse ha infine esortato di nuovo la Banca centrale europea a tagliare ulteriormente il costo del denaro per favorire la stabilità dei prezzi.