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Alitalia: le conseguenze pratiche dell'accordo

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Alitalia: le conseguenze pratiche dell'accordo

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Fatto l’accordo, restano da vedere risultati e conseguenze: di queste alcune, e soprattutto quelle politiche, non si potranno valutare forse mai; altre, relative soprattutto a sviluppo, potenzialità, reinserimento nel mercato, sono a medio e lungo termine, ma alcune osservazioni si possono fare subito: per esempio, sul fatto che, associandosi ad Air France, Alitalia rientra nella seconda alleanza mondiale, Sky Team: c’era già, ma stava per uscirne. Il numero uno di Air France-KLM, Jean-Cyrille Spinetta, spiega poi che l’accordo firmato rispetta totalmente l’italianità dell’azienda. “Il fatto poi che il quarto mercato europeo del trasporto aereo, quello italiano, si trovi ora in una cooperazione rafforzata con il leader europeo, Air France, è naturalmente un fatto importante”, aggiunge Spinetta.

E poi le conseguenze immediate: riduzione delle rotte, in primis: saranno settanta, delle quali 47 internazionali, quasi tutte da Fiumicino. La quota del mercato domestico però salirà al 56%, grazie alla fusione con Airone. A termine, l’età media dei velivoli scenderà di più di un terzo. Poi c‘è il capitolo delle sinergie: devono generare almeno 720 milioni in tre anni. Se non sarà raggiunta almeno la metà dell’obiettivo, al termine dei tre anni Alitalia avrà diritto di recesso. Altri effetti pratici: il prezzo del biglietto: nonostante le smentite, qualche aumento sembrerebbe in arrivo. E poi, la cessazione del servizio cargo di Alitalia da Malpensa: secondo una prima stima della Camera di Commercio di Milano, comporta un aumento del 2,3% per le spedizioni dal Nord Italia, e mette a rischio esportazioni per un miliardo e mezzo.