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La guerra del gas: le reazioni in Europa

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La guerra del gas: le reazioni in Europa

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Non capisce, non se lo spiega. Alla notizia della mancata erogazione del gas in Europa, il primo ministro russo, Vladimir Putin, si è precipitato al centro di controllo di Gazprom per rendersi conto di persona della situazione. Ha chiesto spiegazioni che non sono arrivate.

Cosí non ha potuto fornirle neppure al presidente della Commissione, José Manuel Durao Barroso, che le reclamava al telefono. Ma ha assicurato l’Europa che la mancata fornitura non dipende da Mosca. L’esecutivo europeo, dopo una trattativa estenuante che sembrava conclusa, si ritrova al punto di partenza. “Il gas non arriva, non sappiamo perchè, non affrettiamo le conclusioni. Ma la situazione è grave e va risolta al piú presto”. L’Unione europea è convinta che il dialogo resti l’unica strada percorribile, non ci sono alternative. “É una situazione inaccettabile: speriamo di avere un quadro più chiaro dopo colloqui ai più alti livelli”. Kiev ribadisce le proprie ragioni. Il metano non è stato inviato in Europa perchè se ciò fosse stato fatto, quattro provincie ucraine sarebbero rimaste a secco.