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Clinton: una politica estera pragmatica

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Clinton: una politica estera pragmatica

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Hillary Clinton promette che la sua sarà una politica estera all’insegna del pragmatismo.

Il Segretario di stato designato ha difeso di fronte alla Commissione esteri del Senato la sua idea di Stati Uniti come potenza “intelligente” piuttosto che dogmatica, criticando indirettamente l’ammistrazione uscente del presidente George Bush. “Credo – ha detto la Clinton – che da tempo si stia cercando una vera leadership americana, ma che ancora non ci sia. Dobbiamo usare quello che si chiama potere intelligente, tutti gli strumenti a nostra disposizione: diplomatici, economici, militari e politici, legali e culturali. Scegliere la combinazione giusta di questi strumenti per ogni situazione. La diplomazia sarà l’avanguardia della notra politica estera”. Il Senato si pronuncerà giovedì sulla nomina della Clinton, e verosimilmente sarà un giudizio positivo. L’ex rivale alle primarie del Presidente eletto Obama si è dovuta tuttavia difendere da accuse di conflitto di interessi. La fondazione del marito Bill, conta infatti tra i donatori paesi come l’Arabia Saudita e potrebbe esercitare un’influenza sul nuovo Segretario di stato.