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Gaza, si intensifica la pressione degli israeliani. Carri armati in città

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Gaza, si intensifica la pressione degli israeliani. Carri armati in città

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Giunto al sedicesimo giorno, l’attacco israeliano a Gaza si fa ancora più duro. Carri armati e fanteria hanno cominciato a premere su Gaza City, spingendo molti abitanti a lasciare la città e portando a oltre 870 il bilancio indicativo delle vittime palestinesi.

Samir Shtaiwi, abitante nel villaggio di Sheik Ajlen, dice che le cannonate sono arrivate sulla sua casa senza alcun preavviso. “Hanno cominciato a sparare all’improvviso, e nessuno ci ha chiesto di lasciare le nostre case. Eravamo più di quaranta in una sola stanza. Ora abbiamo deciso di partire”. L’azione di Tsahal è proseguita intensamente anche domenica, e fonti mediche palestinesi hanno accusato Israele di stare usando ordigni a frammentazione al fosforo, vietati dalle norme internazionali, e di continuare a colpire qualsiasi obbiettivo, incurante della presenza di civili, donne e bambini. Nella Striscia la situazione umanitaria si fa di ora in ora più drammatica, per la mancanza di cibo, medicinali e generi di prima necessità. Secondo le organizzazioni umanitarie oltre la metà del milione e mezzo di abitanti dipende dagli aiuti esterni. Ma nonostante ciò, solo dopo giorni di blocco le autorità israeliane hanno autorizzato il passaggio di una colonna di camion dell’Onu carichi di alimenti attraverso il valico di frontiera di Kerem Shalom, nel sud della Striscia.