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L'Ue tenta di concludere l'accordo sul gas

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L'Ue tenta di concludere l'accordo sul gas

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A Kiev le trattative continuano senza sosta per raggiungere l’accordo che risolva la crisi del gas, mentre il freddo attanaglia mezza Europa.

Il Premier ceco Mirek Topolanek, Presidente di turno dell’Unione Europea, ha confermato, nella serata di venerdì, che Mosca e Kiev sono d’accordo sull’invio di osservatori russi e ucraini nei due Stati vicini per controllare il transito del gas verso l’Europa. Ma di fatto la trattativa non è ancora sfociata in un accordo nero su bianco firmato dalle parti. Resta il disaccordo sulla presenza di rappresentanti del gigante russo Gazprom negli impianti ucraini. Ma resta soprattutto irrisolto il punto che ha fatto riesplodere la crisi: la mancanza di un’intesa Mosca-Kiev sulle tariffe del gas per il 2009. Intanto Paesi come Bulgaria, Slovacchia, Serbia, pagano il prezzo più caro. “Adesso i termosifoni sono caldi” dice una signora di Novi Sad, Serbia.“Ma negli ultimi 3 giorni erano freddi e non avevamo neppure acqua calda. E pensate che fuori fa meno 15. Ogni tanto i politici dovrebbero pensare prima d’agire. Se la crisi poteva essere risolta prima, il ministro incaricato dovrebbe andare a casa”. La crisi attuale dimostra che l’Unione Europea non è stata in grado di reagire dopo la guerra del gas fra Russia e Ucraina del gennaio 2006. L’Europa importa da Mosca il 25% del gas che consuma: l’80% del quale transita attraverso l’Ucraina.