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Si aggrava la crisi per il mercato dell'auto

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Si aggrava la crisi per il mercato dell'auto

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Un 2008 da dimenticare per le case automobilistiche, a cominciare da quelle europee: Opel, controllata dagli americani di General Motors, incassa un calo del 10% nelle vendite sul Vecchio Continente. Quanto agli aiuti di stato chiesti al governo di Berlino, sembra ancora presto per cantar vittoria.

Non va meglio in casa BMW. Il costruttore tedesco ha appena annunciato un calo del 26,4% delle sue vendite mondiali nel mese di dicembre. Sull’insieme del 2008, la contrazione è del 4,3%: un dato che eclissa i buoni risultati ottenuti dal marchio Mini. In calo è anche Renault, i cui volumi di vendita nell’anno appena concluso si sono ridotti del 4,2 per cento. Contando però che nel 2007 erano scesi del 4,8%, si può dire che la seconda casa automobilisitca francese stia mostrando segni di ripresa. Dalla sua, la produzione di veicoli a prezzi contenuti e a basse emissioni, compatibili con una serie di agevolazioni fiscali. Rare eccezioni a parte, la crisi economica si fa sentire sull’intero settore, dove l’eccesso di capacità produttiva mal si concilia con il calo generalizzato della domanda. Ecco allora chei giapponesi di Nissan si preparano a lasciare a casa 1.200 impiegati allo stabilimento inglese di Sunderland, da dove escono i modelli Micra e Qashqai, e dove lavorano attualmente 5.000 persone. I contraccolpi più duri li accusa però il gruppo Ssangyong Motors, che ha richiesto l’amministrazione controllata nella speranza di evitare il fallimento. La casa automobilisitca sudcoreana, a cui le banche hanno smesso di far credito, si attende una perdita pari a 55 milioni di euro nel 2008.