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L'Onu denuncia il massacro di civili a Gaza

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L'Onu denuncia il massacro di civili a Gaza

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Nuovo atto d’accusa delle Nazioni Unite contro le truppe israeliane, che avrebbero bombardato un edificio nel quale, ventiquattro ore prima, avevano radunato un gruppo di 110 persone, principalmente donne e bambini.

Un testimone racconta delle condizioni pietose di una trentina di cadaveri, estratti dalle macerie. “Abbiamo raccolto pezzi di cadaveri tutt’intorno – dice – per la gran parte erano bambini, troppo piccoli per scappare con le loro madri”, e indica la casa di Zeitoun, quartiere di Gaza, che sarebbe stata bombardata dalle truppe israeliane il 4 gennaio. L’edificio sarebbe stato bombardato a più riprese, anche se il giorno prima era stato dato ordine alle 110 persone lì radunate dall’esercito di non uscire. I superstiti hanno dovuto, secondo varie testimonianze, allontanarsi a piedi per circa tre chilometri, prima di poter essere portati in ospedale da auto private. Tre bambini sono morti dopo il ricovero. Sull’episodio sono in corso due inchieste, dell’Onu e delle autorità israeliane. La Croce Rossa ha accusato Tsahal di aver consentito l’arrivo delle ambulanze e dei soccorsi, nello stesso quartiere di Zeitoun, solo ieri, cioè cinque giorni dopo l’inizio dei combattimenti. Le Nazioni Unite avevano già denunciato giorni fa il bombardamento di una loro scuola, nella quale si erano rifugiate decine di profughi, e di un convoglio di aiuti umanitari.