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Duecentocinquanta stranieri lasciano Gaza

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Duecentocinquanta stranieri lasciano Gaza

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Si lasciano alle spalle la guerra di Gaza e la paura dei bombardamenti. Un primo gruppo di stranieri con doppia nazionalità, dall’inizio dell’offensiva terrestre, è potuto rientrare a casa, attraverso il valico di Erez, grazie a un’operazione coordinata da autorità israeliane, canadesi e ceche.

Circa 250, svedesi, norvegesi, austriaci o canadesi. “La situazione a Gaza si sta deteriorando”, dice un cittadino canadese “siamo fortunati perché possiamo andar via grazie all’assistenza internazionale, ma per chi è che bloccato a Gaza sarà dura. Spero sopravviveranno alla guerra”. Tra le vittime dell’offensiva israeliana, anche due straniere, una donna marocchina e una ucraina. “E’ pericoloso, ho paura per i bambini”, dice una donna russa. “Non per me, ma per i bambini. Colpiscono e bombardano tutta la notte, non c‘è acqua e né elettricità. La vita è difficile”. Per chi resta la situazione è drammatica. A Rafah, confine meridionale, Israele ha continuato a martellare. Secondo le organizzazioni umanitarie decine di migliaia di persone sono imprigionate in casa propria, con scorte limitate di acqua e cibo.