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L'Onu denuncia il massacro di Zeitun

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L'Onu denuncia il massacro di Zeitun

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Ahmed Samouni, 13 anni, ricoverato all’ospedale di Gaza, è uno dei bambini scampati alla strage di Zeitun: il bombardamento, domenica, di una casa dove erano stati fatti entrare un centinaio di civili.

Un massacro denunciato dalle Nazioni Unite: “Ci sono testimoni oculari – sostiene Allegra Pacheco, dell’ufficio Onu a Gerusalemme – che hanno visto l’esercito israeliano riunire un centinaio di persone in una casa di Zeitun, nel sud di Gaza City. Il giorno dopo, la casa è stata bombardata e almeno 33 persone sono state uccise” . Ahmed ha perso la madre e molti dei suoi familiari nel raid. Dopo il bombardamento è rimasto a lungo senza acqua ne cibo, prima di ricevere i soccorsi. Racconta così l’attacco: “Gli israeliani sono arrivati a casa, ci hanno picchiato e ci hanno messi in una casa, quasi 150 persone rinchiuse in un edificio piccolo. Ci hanno messo tutti dentro e poi ci hanno bombardato”. Sull’episodio l’esercito israeliano ha aperto un’inchiesta, sostiene di non avere mirato intenzionalmente su civili, ma per il momento un portavoce militare sostiene di non disporre di elementi sufficienti. Parallelamente anche la Croce Rossa Internazionale ha aperto un’inchiesta.