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Gaza, gli sforzi diplomatici non fermano l'offensiva

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Gaza, gli sforzi diplomatici non fermano l'offensiva

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Gaza vive la sua tredicesima giornata sotto le bombe, nonostante ora anche gli Stati Uniti chiedano a Israele di fermare l’offensiva militare.

Nella notte i raid si sono abbattutti soprattutto sulla città frontaliera di Rafah, dove l’aviazione tenta di distruggere i tunnel utilizzati da Hamas per il contrabbando di armi. Quando un obiettivo è localizzato in una zona abitata, la popolazione viene avvertita, poi gli F16 scaricano le bombe. Un sistema che non ha impedito di provocare, finora, più di 650 vittime. Anche le truppe di terra continuano ad avanzare, anche se per il momento è stata sospesa la cosidetta terza fase dell’offensiva, che prevede di stanare i miliziani di Hamas casa per casa. Ieri, una tregua di tre ore concordata da entrambe le parti ha permesso il passaggio dei convogli umanitari, che hanno portato viveri e generi di prima necessità alla popolazione di Gaza. Sul fronte diplomatico, Israele si è detta favorevole, in linea di principio, al piano di pace egiziano, e ha assicurato che invierà un emissario al Cairo per discutere come metterlo in pratica. Nel frattempo, però, l’offensiva continua.