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Disoccupazione-record in Spagna, e il Governo preannuncia: "non è finita"

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Disoccupazione-record in Spagna, e il Governo preannuncia: "non è finita"

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Un balzo-record per la disoccupazione in Spagna, sia in termini assoluti sia in quanto ad accelerazione. Il dato è particolarmente grave per un Paese le cui fortune economiche, negli ultimi 14 anni, si erano basate sulla facilità di accesso al credito e sull’immobiliare, proprio i due settori più colpiti dalla crisi attuale.

Nel mese di dicembre, si sono persi ancora 140.000 posti di lavoro, e il totale dei disoccupati è ora ben oltre i tre milioni, cifre simili a quelle della recessione dell’87. Rispetto all’anno scorso, si tratta di un balzo del 47%. E non è finita, secondo la vice-ministro del lavoro, Maravillas Rojo: “È una situazione difficile che non si è ancora conclusa – dice -: bisogna anche ricordare a tutti gli spagnoli, come ha d’altra parte detto il capo del governo nel discorso di Capodanno, che stiamo attraversando la fase peggiore della crisi economica” Se ne accorgono anche i lavoratori di aziende in settori teoricamente non direttamente toccati dalla crisi, come questi della Santana, azienda che assembla pezzi di camion e automobili: “A partire da ora, dal 26 gennaio, lavoreremo a settimane alterne. Cioè lavoriamo una settimana sì e una no” Le cose non andranno meglio nel 2009: secondo le stime del governo, più ottimiste rispetto ad altre, la disoccupazione sarà al 12,5%. Il governo Zapatero ha lanciato un piano di opere pubbliche da dieci miliardi di euro, per creare 300.000 posti di lavoro.