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La posizione degli hezbollah siriani

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La posizione degli hezbollah siriani

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Il sostegno morale c‘è: ieri sera, nei quartieri meridionali di Beirut, rivolgendosi a una folla di migliaia di persone, il capo degli hezbollah Nasrallah ha ribadito il pieno appggio ai palestinesi e lanciato nuovi anatemi contro Israele.

“Dico questo a Olmert, che è un fallito, che già si è preso una batosta in Libano: ‘non riuscirai a distruggere né Hamas né Hezbollah. Noi siamo pronti a qualsiasi tipo di aggressione’.” Ma alcuni analisti ritengono che Hezbollah, che tra l’altro ha smentito qualsiasi implicazione nei lanci di razzi su Israele delle scorse ore, non possa permettersi un altro conflitto. Anche se lo stato ebraico sostiene che il movimento sciita abbia triplicato il suo arsenale in due anni e disporrebbe di 42mila missili in grado di arrivare sino a Tel Aviv, un’altra guerra rischia di nuocere alla sua immagine, oggi che il Paese è in fase di ricostruzione. Inoltre se Hezbollah spingesse verso il conflitto i suoi nemici potrebbero servirsene come argomento per disarmarlo. La milizia infatti si rifiuta di consegnare il proprio arsenale, come richiesto dalla maggioranza parlamentare, secondo la quale il monopolio delle armi è appannaggio dello Stato. Per Hezbollah pero’ le armi sono necessarie a difendere il Libano da Israele. Per ora, dunque, gli attacchi restano verbali. C‘è poi la questione di chi oggi controlli davvero il Paese. Di certo, nel sud è Hezbollah che detta legge, forte anche del sostegno popolare, mentre il governo, indebolito da mesi di lotte interne, non controlla né il movimento sciita né le milizie estremiste palestinesi presenti sul territorio. Quanto all’Unifil, le forze dell’Onu create nel 1978 per sorvegliare il sud del Libano, non puo’ né disarmare Hezbollah né far fronte agli attacchi israeliani. I suoi 13mila uomini hanno il compito di bloccare il traffico e lo stoccaggio d’armi clandestine nel Libano meridionale, e di proteggere la popolazione civile. La loro missione si ferma li’.